TIM - Nessuna novità in vista dell’incontro di domani tra Vivendi e MEF

Il Sole24Ore riporta che l'incontro tra il ministro del Tesoro Giorgetti e i rappresentanti di Vivendi potrebbe portare a una maggiore visibilità 

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

Il Sole24Ore parla dell’incontro di domani tra il ministro del Tesoro Giorgetti (e il suo staff) e l'amministratore delegato di Vivendi de Puyfontaine e Yannick Bolloré.

Malgrado il prezzo dell’offerta sia ritenuto troppo basso rispetto al minimo richiesto da VIV (il Sole24Ore indica almeno Eu26bn), l’obiettivo principale dei francesi sarebbe quello di avere maggiore visibilità su un possibile combinazione futura tra TIM NetCo e Open Fiber, accordo che consentirebbe a TIM [TLIT.MI] di massimizzare la cessione di NetCo a circa Eu23bn (grazie all’inclusione degli earnout da Eu2bn in gran parte legati alle sinergie con OF ) che potrebbe essere in qualche modo accettato da VIV. Il giornale non esclude che i francesi potrebbero accettare l'accordo, soprattutto se dovessero arrivare garanzie sulla sostenibilità della ServiceCo, con non piu di Eu5bn di debito e di 8mila dipendenti.

Effetto

Non emergono nuovi spunti dall’articolo in vista dell’incontro di domani. La richiesta di VIV di allocare non più di 8k dipendenti sulla ServiceCo (e quindi 33k sulla NetCo) ci sembra oggi poco accoglibile a meno di un radicale riassetto occupazionale: ricordiamo; il piano delayering di TIM prevede sulla ServiceCo domestica restino circa 19k dipendenti, più del doppio degli 8k chiesti da VIV.

Non escludiamo tuttavia che la stessa NetCo possa assorbire gran parte del personale eccedente qualora dovesse esserle riconosciuto un regime regolatorio più favorevole in grado di remunerare (con un meccanismo cost-plus) i costi per le attività di costruzione, gestione e manutenzione della rete che verosimilmente richiederanno un maggior effort anche di personale.

Quanto al leverage, il piano di TIM prevede già non piu di Eu5bn di debito allocato alla ServiceCo a fronte di una riduzione dell’indebitamento di oltre Eu16-17bn (circa Eu10bn deconsolidamento debito trasferito alla NetCo più Eu6-7mn incasso da KKR/MEF al netto delle minorities per FiberCop): questo si traduce in una leva di 1.5-2.0x (assumendo per la ServiceCo un EBITDA di oltre Eu3bn) in linea con quella indicata dalla Società. Restiamo invece scettici sul progetto di rete unica considerando i vincoli antitrust legati alla doppia presenza di CDP nell’azionariato di OF e di TIM.

Tuttavia, un eventuale break up di OF (aree nere a Macquarie, bianche/grigie a CDP) potrebbe facilitare il coinvolgimento futuro di CDP nel dossier NetCo con minori limitazioni antitrust (nessun overlap tra OF e NetCo su aree bianche e grigie) e consentirebbe a CDP di circoscrivere l’impegno finanziario per acquisire una partecipazione finanziaria in NetCo, tramite il conferimento degli asset di OF.

Giudizio Molto Interessante, target price 0,41 euro.



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