Tim - Commento ai nuovi rumours
Il Messaggero riporta che Poste potrebbe attendere il via libera del governo alla separazione delle attività di TIM prima di concentrarsi su TIM Consumer

Fatto
Nessuna decisione dal CdA di Poste su un possibile accordo tra Poste Mobile e TIM Consumer. MF segnala che la partnership MVNO tra Poste Mobile e Vodafone potrebbe concludersi anticipatamente dopo la vendita di VOD Italia a Fastweb (attuale scadenza 2028). Del Fante sarebbe interessato a una partnership con TIM, ma non vi sono indicazioni sulla disponibilità a rilevare il 9,8% di TIM detenuto da CDP.
Repubblica ipotizza un interesse di Poste anche per TIM Enterprise e suggerisce che l'acquisto del 9,8% di TIM da CDP potrebbe facilitare il progetto della rete unica OF-FiberCop, considerando anche la presenza di CDP nell’azionariato di Open Fiber.
Il Messaggero riporta che Poste potrebbe attendere il via libera del governo alla separazione delle attività di TIM prima di concentrarsi su TIM Consumer. MF conferma che l'opzione più probabile per TIM resta l'ingresso di Iliad/CVC, ma i rapporti storicamente complessi tra Niel e Bolloré e le implicazioni politiche rendono l’operazione possibile solo con l'uscita di Vivendi. Il Messaggero riferisce inoltre che Vivendi potrebbe opporsi in EGM a un'operazione che porti Iliad al 35% di TIM.
Effetto
Non emergono nuovi spunti.
Dal punto di vista industriale, la nostra preferenza è per una combinazione tra TIM Consumer e Iliad Italia, che garantirebbe significative sinergie (c. €800mn/anno, stimiamo un NPV di circa €7bn) e favorirebbe una market repair.
Tuttavia, l’operazione presenta criticità sotto il profilo antitrust, considerando un'elevata concentrazione di quota di mercato (38% rispetto al 28% di un’eventuale combinazione TIM Consumer-Poste) e di spettro sulla banda 700 MHz, aumentando il rischio di interventi correttivi o obblighi di dismissione di frequenze.
A questi elementi, si aggiungono i rischi autorizzativi, con la possibile opposizione di Vivendi e del governo (golden power), specie nel caso di un’operazione in carta che dovesse portare Iliad ad ottenere il 35% nell’azionariato TIM. L’alternativa con Poste e TIM Consumer, pur offrendo sinergie inferiori (circa €100mn/anno, con un NPV di circa €1bn), vedrebbe minori rischi autorizzativi e di interventi regolatori, inoltre potrebbe spingere Iliad a valutare una combinazione con WindTre, unico interlocutore rimasto, contribuendo comunque a una razionalizzazione del mercato di cui beneficerebbe anche TIM.
Azioni menzionate
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