TIM - Musk l'accusa di bloccare lo sviluppo di internet satellitare

Secondo indiscrezioni, Starlink lavora a una rete di centinaia di satelliti spia per gli Stati Uniti nell'ambito di un contratto da 1.8 miliardi di dollari 

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Starlink, la società di Elon Musk, accusa TIM di aver ostacolato l’introduzione della tecnologia broadband satellitare in Italia con possibili ripercussioni per i servizi nel sud dell’Europa e in nord Africa.

È quanto emerge da denuncia presentata all’autorità italiana di vigilanza per le comunicazioni e al Ministero dell’Industria poco prima di Pasqua dalla stessa Starlink.

Secondo Starlink, TIM non avrebbe rispettato per mesi le norme che le imponevano di condividere i dati dello spettro per evitare interferenze di frequenza con le sue apparecchiature.

Starlink ha anche sollecitato il Ministero dell’Industria italiano a spingere TIM a fare tutto il necessario per cooperare sulle frequenze. E se le condizioni non cambieranno, Starlink sarà costretta a spostare gli investimenti dall’Italia ad altri Paesi europei.

Un portavoce di Tim respinge la "ricostruzione parziale dei fatti" offerta e precisa che ci sono "interlocuzioni tutt'ora in corso".

Dal 2019, Starlink offre internet a banda larga da una costellazione di circa 5,500 satelliti e al momento ha già 2.6 milioni di clienti, con un focus anche sulle zone più remote e meno densamente abitate.

La società è uno dei maggiori contractor del programma spaziale del governo americano e una delle protagoniste nel settore della sicurezza nazionale.

Secondo indiscrezioni, Starlink sta infatti lavorando a una rete di centinaia di satelliti spia per gli Stati Uniti nell'ambito di un contratto da 1.8 miliardi di dollari firmato nel 2021 con una delle agenzie di intelligence americane.

Effetto

I contorni della vicenda richiedono necessariamente un chiarimento che non escludiamo possa già arrivare in giornata, considerando l’incontro tra TIM, VIV e il comitato golden power sulla cessione di NetCo. Ricordiamo che a gennaio erano circolati rumours di stampa sulle intenzioni del governo di testare la tecnologia satellitare di Starlink per risolvere il problema del digital divide in Italia. La mancanza di intervento da parte di AGCOM in questi mesi potrebbe far sorgere dubbi sulla solidità delle accuse mosse da Starlink.   

Dall’affermazione futura della tecnologia ultrabroadband satellitare, non vediamo impatti per TIM, dato che sta ormai vendendo la sua infrastruttura di rete. L'attenzione è semmai sul potenziale ruolo futuro di Starlink nel settore delle telecomunicazioni italiano: se opererà come un nuovo operatore come sta accadendo attualmente in molti Paesi, o piuttosto soltanto come partner tecnologico in grado di offrire nuova tecnologia a Open Fiber/NetCo per la copertura delle aree bianche e grigie, a vantaggio di tutti i reseller italiani (tra cui anche la futura TIM).   

Non escludiamo invece possibili impatti per gli operatori FWA come Eolo e Linkem, considerando sia la potenziale minaccia da una nuova tecnologia dirompente che il significativo overlap geografico (FWA concentrati soprattutto su aree grigio/bianche), e per i tower operator (Inwit, Cellnex e Rai Way) che oggi ospitano gli apparati dei FWA. Allo stesso tempo segnaliamo come la tecnologia FWA è oggi in grado di garantire un buon livello di capacità della rete e una bassa latenza, con adeguati ritorni sul capitale investito in aree rurali e/o a fallimento di mercato; inoltre, negli USA, malgrado la forte concorrenza di Starlink sul satellitare, i principali operatori (Verizon e AT&T) stanno intensificando gli investimenti e le coperture FWA negli Stati meno popolosi.   

Non vediamo implicazioni invece per i piccoli operatori di telecomunicazioni come Unidata (focus su area metropolitana di Roma, forse qualche impatto marginale per la JV Unifiber nelle aree grigie del Lazio) e INTRED (presente in grandi provincie e aree moderatamente popolose della Lombardia). Infine, ricordiamo che in Europa, oltre a Starlink, si sta affermando anche OneWeb (gruppo Eutelsat), nuovo player satellitare con la più avanzata costellazione di satelliti Low Earth Orbit (LEO) di ultima generazione ed anche la più grande mai progettata nella storia e finora questo non ha avuto impatti dirompenti per il mercato degli operatori di telecomunicazioni tradizionali.



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