Tim - FiberCop guadagnerà meno nel 2025 nei prossimi 5 anni

Le difficoltà finanziarie di FiberCop potrebbero spingere gli azionisti ad accelerare le trattative per la rete unica

Autore: Redazione
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Fatto

il Financial Times scrive che nel FY25 FiberCop vedrà un EBITDA di Eu449mn inferiore rispetto al dato inizialmente previsto. Il management ha quantificato il deficit cumulativo a livello di EBITDA in Eu2bn su un orizzonte di cinque anni rispetto al piano inizialmente redatto da KKR.

Lo scostamento sarebbe dovuto ad una minore adozione della fibra, costi operativi più elevati e alla cancellazione di un contratto da Eu100mn con TIM.

Questo avrebbe alimentato tensioni con il management, portando alle dimissioni del CEO Luigi Ferraris, sostituito da Massimo Sarmi, ora sotto il diretto controllo di KKR. Per evitare tagli ai dividendi e una possibile revisione del rating, FiberCop sta aggiornando il budget 2025 e posticipando alcuni costi al 2026.

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Effetto

Le difficoltà finanziarie di FiberCop e Open Fiber, unite alle sfide legate ai bassi tassi di adozione della fibra, potrebbero spingere gli azionisti di entrambe le società ad accelerare le trattative per la rete unica.

Ricordiamo le recenti indiscrezioni sull’avvio di un tavolo negoziale a febbraio con il supporto del governo e dalle aperture di KKR, forse anche in vista della presentazione del nuovo piano di FiberCop a marzo. Un’integrazione delle aree grigie e bianche di Open Fiber con FiberCop non incontrerebbe significative restrizioni antitrust, grazie alla perfetta complementarità della copertura territoriale.

Un’intesa tra FiberCop e Open Fiber entro la fine del 2026 (a 30 mesi dalla cessione di FiberCop) consentirebbe a TIM di incassare un earnout fino a un massimo di Eu2.5bn (pari al 75% delle sinergie industriali), da noi considerato ad una probabilità del 40% nella nostra SOP, equivalente a circa €0.05/azione aggiuntivi rispetto al nostro target price di €0.38/azione ordinaria.



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