TIM - Il MEF coonferma interesse per il piano concordato con KKR , dopo le indiscrezioni del weekend
Il Tesoro italiano conferma l'intenzione di presentare un'offerta vincolante per NetCo insieme a KKR, nonostante le voci su una proposta alternativa di Vivendi.
Fatto
Il Tesoro italiano (MEF) ha confermato di essere intenzionato ad attuare il piano concordato con KKR per presentare un’offerta vincolante per NetCo con l’obiettivo per il MEF di rilevare fino al 20% con diritti strategici di governance, come dichiarato al momento della firma del MoU con KKR.
La smentita è arrivata dopo un articolo de La Repubblica di ieri secondo cui il Tesoro stava valutando una proposta alternativa avanzata da Vivendi (VIV) che avrebbe offerto al MEF "di salvare TIM senza vendere la rete" e sottoposto al ministro Giorgetti una proposta "che esclude un aumento di capitale ma che passerebbe da un nuovo cambio di management".
Per la firma da parte del MEF, scrive oggi La Stampa, bisognerà attendere un doppio via libera: quello della Corte dei Conti e quello dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
La vicenda rischia comunque di avere risvolti legali, secondo il giornale, perché è probabile che si possa arrivare a un ricorso da parte di VIV.
VIV ipotizza infatti che per il via libera all'operazione serva un'assemblea straordinaria, dove avrebbe la minoranza di blocco; i vertici di TIM, invece, sono convinti che sia sufficiente un'assise ordinaria.
Effetto
Dopo il crollo di venerdì scorso, dove il titolo ha perso il 6% in primis per i timori sulla tenuta del debito, il mercato aspetta che KKR e il MEF presentino, entro la fine della settimana, l’offerta definitiva e vincolante per NetCo e che VIV sveli piani alternativi (ammesso che ne abbia), a parte l’ennesima richiesta di cambio del management.
Ad oggi non vediamo alternative alla cessione della rete, liquidity event in grado di assicurare un abbattimento strutturale del debito di TIM per circa 17 miliardi di euro e garantire un livello di leverage sostenibile per la ServiceCo (1.5-2.0x con meno di 5 miliardi di debito).
In alternativa, la vendita di altri asset (TIM Brasil, TIM Enterprise, Sparkle) rappresenta una soluzione subottimale perché non garantirebbe al Gruppo un deleverage altrettanto strutturale, mentre un aumento di capitale di size rilevante è stato più volte escluso da TIM [TLIT.MI] e richiederebbe il placet di VIV in EGM, oltre ad un chiaro commitment da parte di CDP (oggi azionista al 10% di TIM) oggi impegnata ad assicurare importanti risorse finanziarie anche per il piano di crescita di Open Fiber.
Confermiamo la raccomandazione BUY su TIM Ord con TP di 0.41 euro/azione (costruito su una valutazione di 20 miliardi di euro per NetCo, livello floor in grado di garantire una riduzione strutturale del debito su livelli sostenibili) e manteniamo una chiara preferenza per i titoli di risparmio (TP Savs di 0.44 euro), che a fronte del liquidity event dalla cessione di NetCo potrebbero beneficiare del maggior appeal speculativo legato alla conversione in azioni ordinarie e al pagamento dei due dividendi arretrati per circa 332 milioni di euro, grazie alla plusvalenza dalla dismissione dell’asset.
In questo articolo
Azioni menzionate
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