Tim - Lo scontro FiberCop -Open Fiber si allarga alle aree bianche
Il clima tra i due operatori si fa sempre più teso

Fatto
Secondo il Sole24Ore, FiberCop ha chiesto al MIMIT accesso agli atti sul piano di riequilibrio delle Aree Bianche, per cui Open Fiber ha ottenuto un indennizzo di 660 milioni da Infratel (per extracosti legati a inflazione, materie prime e maggior estensione rete).
La mossa arriva pochi giorni dopo la proposta di FiberCop di subentrare a Open Fiber nei lotti PNRR delle Aree Grigie in ritardo, in particolare in Toscana ed Emilia. Open Fiber ha definito l’iniziativa «pretestuosa e inutilmente conflittuale» e valuta azioni legali. FiberCop motiva la richiesta con la necessità di chiarezza su decisioni prese quando l’azionista era TIM, anche in relazione agli asset in rame ancora presenti.
Effetto
Il clima tra i due operatori si fa sempre più teso, con lo scontro che si estende dalle aree grigie anche alle aree bianche, dove Open Fiber è l’unico operatore titolato a investire. Dal canto suo, il governo, coinvolto su entrambi i fronti, in quanto azionista sia di FiberCop (16% tramite il MEF) sia di Open Fiber (60% tramite CDP), potrebbe accelerare sul dossier rete unica.
Un’intesa tra FiberCop e Open Fiber entro la fine del 2026 (a 30 mesi dalla cessione di FiberCop) consentirebbe a TIM di incassare un earnout fino a un massimo di Eu2.5bn (pari al 75% delle sinergie industriali, ammontare complessivo di Eu3.3bn), da noi considerato ad una probabilità del 40% nella nostra SOP, equivalente a circa €0.05/azione aggiuntivi rispetto al nostro target price di €0.38/azione ordinaria.
Azioni menzionate
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