SETTORE TLC - Letta e Draghi favorevoli al consolidamento

Ne parla oggi Affari&Finanza, l’inserto economico de La Repubblica.

Autore: Team Websim Corporate
Telecom_websim1

Fatto

Nei rispettivi rapporti sul futuro della competitività del mercato UE, Enrico Letta e Mario Draghi sottolineano come la frammentazione del mercato europeo delle telecomunicazioni limita la competitività e l'innovazione rispetto a Stati Uniti e Cina.  

Ne parla oggi Affari&Finanza, l’inserto economico de La Repubblica.

Letta evidenzia la necessità di un'armonizzazione normativa per favorire la crescita su scala, mentre Draghi insiste sull'importanza del consolidamento per aumentare gli investimenti pro capite nel settore. Entrambi concordano sulla creazione di un'autorità centralizzata dell'UE per garantire coerenza e coordinamento nelle regolamentazioni.

Effetto

L'UE ha sempre adottato un approccio severo alle fusioni tra operatori del settore, specialmente quelle che potrebbero comportare una significativa riduzione del numero di player, imponendo pesanti rimedi come la cessione di spettro in eccesso a nuovi operatori entranti. Esempi di questo sono l’entrata di Iliad con la fusione di Wind-3 in Italia nel 2016 e Digi con la fusione tra Orange e MasMovil in Spagna quest'anno.

Questa rigida posizione dell'antitrust UE ha limitato la capacità degli operatori di investire nel miglioramento della qualità del servizio e nell'innovazione, contribuendo al ritardo nella diffusione del 5G e della fibra. Con la nomina dei nuovi commissari per la concorrenza e l'insediamento della nuova Commissione UE, non escludiamo che DGCOMP possa adottare una posizione più morbida.

In Italia, il deal tra Vodafone e Fastweb (closing atteso nel 1Q25) non dovrebbe comportare una radicale semplificazione del mercato mobile trattandosi di una fusione fisso-mobile (Fastweb è MVNO con una quota del 4.6% sulle sim human), per questa ragione vediamo spazio per altre operazioni di concentrazioni sul segmento consumer (come ad esempio TIM/PosteMobile, Wind3/Iliad).  Sotto il profilo antitrust, un merger Wind3-Iliad potrebbe essere soggetto a rimedi per mitigare l’eccessiva concentrazione di mercato (Wind3 è il primo operatore di mercato con il 24.6% delle Human SIM vs Iliad 13.7% a dicembre 2023), mentre ci sarebbe complementarità sulla dotazione di spettro 5G  (Wind3 non ha spettro 700Mhz a differenza di Iliad, Vodafone e TIM) che quindi non dovrebbe essere ceduto a nuovi operatori.

Un eventuale consolidamento tra Wind3 e Iliad sarebbe comunque positivo per TIM: malgrado verrebbe meno l'appeal speculativo diretto su TIM Consumer (che potrebbe comunque guardare a PosteMobile, come target, con minori issue antitrust; Poste ha infatti una quota di mercato consumer del 5.9% vs TIM del 21.9% ), porterebbe ad una semplificazione della struttura del mercato (da 5 a 4 operatori) e faciliterebbe la market repair a beneficio di tutti gli operatori.

Il nostro target price di €0.38 non incorpora un potenziale upside di circa €0,27 da una possibile rivalutazione di TIM Consumer a un multiplo "fair" di 6x EV/EBITDAaL (o 7,6x per l'intera ServCo domestica, lo stesso multiplo offerto da Fastweb per Vodafone Italia), che potrebbe essere immediatamente cristallizzato attraverso indirettamente la market repair/ consolidamento del mercato o una cessione diretta dell'asset.



Azioni menzionate

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.