TIM - Labriola: possibili operazioni di M&A per TIM Enterprise una volta ceduta NetCo
Sono senz’altro di supporto le indicazioni sulle opportunità di valorizzare gli altri business, una volta ceduta NetCo.
Fatto
Milano Finanza riprende alcune dichiarazioni di Labriola nel corso di un'audizione in Commissione ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni e innovazione tecnologica del Senato.
In particolare, il CEO di TIM [TLIT.MI] ha insistito sull'eccessiva concorrenza degli over-the-top, sulla necessità di un consolidamento fino alle problematiche nel sostenere gli ingenti investimenti, tra fibra, 5G e infrastrutture mobili.
Labriola ha citato più volte la cessione di NetCo, funzionale all'abbattimento strutturale del debito e a garantire flessibilità commerciale grazie al superamento dell’integrazione verticale. Una volta ceduta NetCo, TIM potrebbe diventare un polo aggregante tramite operazioni straordinarie, come ad esempio nel segmento business con TIM Enterprise che potrebbe puntare ad altre realtà con business in parte simili in parte complementari, come ad esempio Engineering o Atos; mentre per quanto concerne TIM Brasil Labriola ha spiegato che non sarebbe il momento giusto per la vendita dell’asset. TIM Brasil genera oggi il 35% dell’EBITDA di Gruppo quindi privarsi di questi flussi di cassa avrebbe senso solo a fronte di un'offerta notevolmente a premio.
Effetto
Non emergono nuovi spunti, ma sono senz’altro di supporto le indicazioni sulle opportunità di valorizzare gli altri business, una volta ceduta NetCo.
Una combinazione tra TIM Enterprise ed Engineering, citato anche dalla stampa nei giorni scorsi (La Repubblica, 22 giugno), vedrebbe un peso schiacciante della prima in termini di financials (TIM Enterprise: fatturato ‘23E di >Eu3bn ed Adj. EBITDA di >Eu900mn; Engineering: fatturato ‘23E di Eu1.7bn e adj. EBITDA di oltre Eu240mn) seppur con un profilo meno labour intensive (TIM Enterprise 5.3k dipendenti, Engineering 15k), mentre ci sentiremmo di escludere una cessione da parte di TIM dell’intero asset ad Engineering (controlla oggi da Bain Capital) soprattutto per ragioni di opportunità strategica (presidio nazionale di alcuni asset di interesse strategico come i datacenter e Telsy).
Ricordiamo che la cessione di una quota di minoranza in TIM Enterprise era il piano alternativo alla cessione di NetCo prospettato dal management di TIM lo scorso anno: dopo aver respinto l’offerta di CVC per il 49% di TIM Enterprise ad una valutazione di Eu6bn (riferita al 100%), lo scorso anno TIM aveva avviato un beauty contest con fondi di PE interessati, che non aveva avuto però più seguito. Un anno fa stampa citava allora una valutazione di Eu11bn formulata dagli advisor, che implica un multiplo di 12x EBITDAaL’23E, a premio di oltre il 25% rispetto alla nostra stima corrente. Nella nostra SOP su TIM valutiamo infatti circa Eu8.7bn (Eu0.41/azione) il 100% dell’EV di TIM Enterprise (10x EV/EBITDA’23E) che annovera al suo interno il business di Noovle (c. Eu4.9bn, 20x), altri asset come la divisione TopClients di TIM (Eu3.3bn, circa 6x EV/EBITDAaL), Telsy e Olivetti.
Quanto a TIM Brasil, un abbattimento della leva di Gruppo sotto quota 4x (leverage di Gruppo stimato a fine 2023E) sarebbe possibile solo a fronte di una cessione dell’asset ad almeno il 50% di premio rispetto ai prezzi correnti (quota del 67% in TIM Brasil vale oggi Eu4.5bn).
Giudizio Molto Interessante, target price 0,41 euro.
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