TIM - La Commissione europea presenta il Digital Network Act
L'iniziativa mira ad armonizzare il quadro regolatorio UE delle reti di connettività e ridurre le barriere all’operatività cross-border

Fatto
La Commissione Europea ha presentato il Digital Networks Act (DNA) per armonizzare il quadro regolatorio UE delle reti di connettività e ridurre le barriere all’operatività cross-border. La proposta introduce un regime di single authorisation e rafforza la prevedibilità degli investimenti tramite licenze di spettro più lunghe e rinnovabili per default, oltre a una maggiore coerenza nelle procedure nazionali e a meccanismi di spectrum sharing.
Il DNA prevede inoltre un framework UE per servizi satellitari paneuropei, strumenti di cooperazione volontaria tra operatori di rete e altri player digitali e piani nazionali vincolanti per la dismissione del rame e la migrazione verso reti ad altissima capacità nel periodo 2030 – 2035. Il provvedimento conferma infine la neutralità della rete ed è ora all’esame del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea.
Effetto
Dai primi commenti, i principali operatori di telecomunicazioni europei giudicano il Digital Networks Act poco ambizioso e insufficiente a sostenere gli investimenti e la competitività del settore, in quanto non riduce in modo adeguato la frammentazione regolatoria e mantiene in larga parte lo status quo. Le misure relative al rinnovo agevolato delle licenze di spettro radio e allo switch-off dalla rete in rame alla fibra ottica sono invece valutate molto positivamente.
Per quanto riguarda lo spettro, nella nostra valutazione per somma delle parti su TIM, che conduce a un prezzo obiettivo pari a euro 0,68, incorporiamo già i benefici — pari a euro 0,06 per azione — derivanti da una possibile estensione gratuita fino al 2037 delle frequenze in scadenza nel 2029, in cambio di maggiori investimenti infrastrutturali.
Lo switch-off della rete in rame, pur con tempistiche diluite fino al 2035, rappresenta un potenziale elemento di rischio per il piano industriale di FiberCop in un contesto di accelerazione degli investimenti in fibra fino all’abitazione e potrebbe creare un incentivo indiretto a un’operazione con Open Fiber, finalizzata ad accelerare i tempi di realizzazione della rete in fibra e a generare sinergie industriali.
La nostra valutazione per somma delle parti su TIM riflette una probabilità molto bassa — pari a circa il 25%, equivalente a circa euro 0,03 per azione — dell’earn-out (meccanismo di aggiustamento del prezzo legato al verificarsi di determinati eventi futuri) connesso a un possibile accordo (fusione oppure partnership commerciale) tra Open Fiber e FiberCop entro la fine del 2026.
Azioni menzionate
Advertisement

