Tim - KKR sta analizzando integrazione asset FiberCop -Open Fiber

I ritardi nell’attuazione del PNRR e i bassi tassi di adozione della fibra dovrebbero spingere gli azionisti delle due società ad accelerare le trattative per la rete unica

Autore: Redazione
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Fatto

Il fondo statunitense Kkr,  principale azionista di FiberCop, sta analizzando una possibile fusione con Open Fiber nell'ambito di un più ampio piano governativo per la creazione di un'unica rete a banda larga.

Lo ha detto il partner di Kkr, Alberto Signori, durante una conferenza tenutasi ieri a Milano.

"Come azionisti di FiberCop stiamo analizzando se ci sono le condizioni per procedere", ha aggiunto.

Effetto

I ritardi nell’attuazione del PNRR, le difficoltà finanziarie di FiberCop e Open Fiber e i bassi tassi di adozione della fibra dovrebbero spingere gli azionisti delle due società ad accelerare le trattative per la rete unica.

Oltre alle recenti aperture di Kkr, ricordiamo le indiscrezioni di stampa sull’avvio di un tavolo negoziale con il supporto del governo e le interlocuzioni costruttive avute dal ministro Giorgetti con la Commissione europea. Resta tuttavia aperto il confronto con l’Antitrust europeo, passaggio essenziale per definire l’impianto regolatorio dell’operazione.

Un’intesa tra FiberCop e Open Fiber entro la fine del 2026 (a 30 mesi dalla cessione di FiberCop) consentirebbe a TIM di incassare un earnout fino a un massimo di Eu2.5bn (pari al 75% delle sinergie industriali), da noi considerato ad una probabilità del 40% nella nostra SOP, equivalente a circa €0.05/azione aggiuntivi rispetto al nostro target price di €0.38/azione ordinaria.



Azioni menzionate

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