TIM - KKR smentisce volontà di bloccare rete unica
Conferma impegno a creare sinergie

Fatto
Secondo Il Giornale, il progetto della rete unica tra FiberCop e Open Fiber prosegue, nonostante le difficoltà legate alla revisione dei cantieri per il Piano Italia 1 Giga e il bando Infratel. KKR, che controlla FiberCop, smentisce qualsiasi intenzione di bloccare l'operazione, confermando l'interesse nel rispettare gli accordi e ottenere le sinergie previste, che si potrebbero raggiungere anche tramite un accordo commerciale e non necessariamente tramite una fusione societaria, con un earn-out fino a Eu2.5bn a favore di TIM. Nel frattempo, la revisione dei numeri civici per i cantieri del PNRR nelle aree grigie, causata da errori nel bando Infratel, è stata bloccata dalla Commissione UE, richiedendo nuove consultazioni. Open Fiber conoscerà i civici da cablare solo tra circa un mese e dovrà completare i lavori entro giugno 2026. FiberCop, anche solo per un’azione di disturbo, potrebbe ritardare il progetto, complicando la situazione finanziaria di Open Fiber, il cui project financing da Eu9bn (7 già ottenuti e 2 in arrivo) dipende dall’avanzamento dei lavori. Il Tesoro e KKR smentiscono tali ipotesi, confermando che il progetto proseguirà nel rispetto degli accordi. Il governo e Cassa Depositi e Prestiti supportano il progetto, evitando la perdita di Eu1.8bn su un totale di Eu3.8bn per l'intero Piano 1 Giga. Il CdA di Open Fiber, previsto per l'11 settembre, potrebbe confermare il CEO Gola e il presidente Ciocca.
Il Messaggero parla della governance di FiberCop. Il MEF avrà poteri di veto su decisioni strategiche della società FiberCop. Il piano industriale 2025-2029 è in preparazione sotto la guida dell'amministratore delegato Luigi Ferraris. Il presidente di FiberCop, Massimo Sarmi, nominato dal Mef, avrà poteri decisionali su questioni come M&A e modifiche strutturali della rete, ma per modifiche rilevanti al business plan e per singole partnership strategiche, sarà necessario anche il voto favorevole di F2i. Il MEF, tramite uno dei suoi due rappresentanti, dovrà autorizzare qualsiasi modifica al business plan che comporti scostamenti superiori al 12,5% rispetto al budget annuale, che potrebbero riflettersi anche in ritardi nei piani di rollout della rete. Il CdA di FiberCop è composto da 14 membri: 7 di KKR, 2 del MEF, 2 di CPPIB, 2 di Adia e 1 di F2i e le delibere sono prese a maggioranza assoluta
Effetto
La positiva smentita di KKR arriva in risposta a un articolo di lunedì de La Repubblica, secondo cui KKR potrebbe avere interesse ad aspettare il default di Open Fiber ed evitare di pagare l’earnout a favore di TIM sulla rete unica.
Riteniamo che il governo italiano abbia un forte interesse ad evitare il default di OF, non solo per la maggiore esposizione economica in Open Fiber (al 60% controllata da CDP) rispetto a FiberCop ma anche considerando il rischio di perdere Eu1.8bn di fondi PNRR se il progetto Italia a 1Giga non venisse completato entro giugno 2026.
Inoltre, per l’ottenimento di un regime regolatorio incentivante in stile RAB a favore di FiberCop, che renderebbe ancora più conveniente l'exit di KKR (e comporterebbe un ulteriore earnout di Eu0.4bn a favore di TIM) è nell’interesse stesso di KKR collaborare attivamente con il governo italiano.
Ricordiamo che una combinazione futura o partnership industriale tra FiberCop e OF entro 30 mesi dal recente closing (ovvero entro fine 2026) potrebbe consentire a TIM di incassare un earnout complessivo fino a Eu2.5bn (75% delle sinergie industriali) da noi riflesso ad una probabilità del 50% nella nostra SOP (circa €0.07 per azione).
Una fusione limitata alle sole bianche e grigie non dovrebbe comportare issue antitrust, soprattutto se Macquarie (azionista al 40% di OF) dovesse essere disponibile a rilevare le aree nere di OF (pressoché in completo overlap con quelle di FiberCop).
Azioni menzionate
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