TIM - Ipotesi di stampa su piani alternativi alla cessione di NetCo

Non concordiamo con l’analisi del quotidiano Il Foglio

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Secondo il Foglio, il piano "Free to Run" di TIM è stato bocciato dalla Borsa poiché considerato più come un precursore della liquidazione anziché di una reale ristrutturazione. L'obiettivo dichiarato dal management era ridurre il debito e garantire la sostenibilità del business restante, ma il prezzo di vendita della rete TIM sarebbe inferiore al suo valore effettivo e la sua vendita potrebbe lasciare TIM con un alto debito e pochi asset. Inoltre, una "rete unica" nazionale non trova precedenti in Europa e non è chiaro come sarà regolamentato il mercato risultante.  

Un'alternativa potrebbe essere quella di creare una società ad hoc per gestire la rete, mantenendo TIM come azionista di maggioranza al 51%. Questo potrebbe evitare molte issue associate alla vendita della rete, consentendo a TIM di incassare il valore della rete e allo Stato di risparmiare denaro, senza compromettere la governance del settore o alterare il quadro normativo esistente.

Effetto

Non concordiamo con l’analisi del quotidiano. La cessione della rete porterà in realtà importanti vantaggi regolatori grazie al superamento dell’integrazione verticale (tra cui l’eliminazione del test di replicabilità ex ante sulle offerte retail) e consentirà la creazione di un operatore infrastrutturale wholesale-only in grado di servire tutti gli operatori sul mercato agli stessi termini e condizioni, senza alterare la struttura del mercato e senza rischi di una concentrazione orizzontale con Open Fiber.

Per quanto concerne la sostenibilità e il miglioramento del profilo finanziario del business retail restante, ricordiamo che il deleverage del piano Free To Run non include i benefici addizionali dall’incasso degli earnout sulla cessione di NetCo (per circa Eu2.5bn) e dalla vendita di Sparkle per circa Eu0.7-0.8bn (asset non destinato a generare cassa in arco piano) e della quota non-core in INWIT (Eu0.3bn).

Questi elementi potrebbero contribuire a dimezzare la leva e l’indebitamento previsto a fine 2026 (1.6-1.7x EBITDA, Eu7.0bn), con importanti risparmi futuri sugli oneri finanziari rispetto alle attuali assunzioni di piano (circa Eu0.8bn l’anno).



Azioni menzionate

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