Tim - Poste accelera i colloqui con Vivendi
Quotazione sui massimi dell'anno, cresce l'appeal speculativo

Fatto
L’ipotesi di un rafforzamento di Poste Italiane nell’azionariato di Tim ha innescato un rally del +4.7% in Borsa, con il titolo salito oltre i 31 centesimi.
Dopo l’acquisto del 9.81% di Tim da CDP a febbraio, la stampa ipotizza che Poste possa rilevare un ulteriore 10-14% da Vivendi (VIV), che ha appena ridotto la propria quota al 18.37% e punta a scendere ancora.
Il Giornale parla di un maratona negoziale notturna avvenuta mercoledì tra Poste e VIV per definire. L'ipotesi di lavoro, che avrebbe anche il gradimento di Parigi, è che VIV potrebbe restare con una piccola quota, del 4-5%, esprimendo anche un paio di consiglieri all'interno del board di TIM.
Tuttavia, questo punto potrebbe generare frizioni con l’attuale vertice guidato da Pietro Labriola.
Nel frattempo, secondo il Sole 24 Ore, CVC potrebbe ancora cercare di entrare in partita con un’operazione mirata al delisting di TIM. Poste valuta anche sinergie operative con TIM, che potrebbe subentrare a Vodafone, come fornitore, per il contratto di MVNO di Poste Mobile e collaborazioni nella vendita di contratti luce e gas.
Resta sullo sfondo anche l’interesse di Iliad, che ha incaricato la banca d’affari Lazard di analizzare un possibile ingresso in TIM, con sinergie stimate di circa Eu860mn/anno.
Sul consolidamento con Iliad, non sono escluse aperture da parte del governo italiano che potrebbe chiarire la propria posizione il 24 aprile, in occasione di un incontro con le aziende di telecomunicazione. Tra le proposte sul tavolo la possibilità di assegnare gratuitamente le frequenze 5G per 5 anni in cambio di investimenti, come avvenuto in Germania.
Effetto
Con il venir meno della minoranza di blocco esercitata da Vivendi in assemblea e l’ingresso di un nuovo azionista industriale di lungo termine come Poste Italiane, TIM potrebbe beneficiare di una progressiva riduzione dello sconto legato al rischio di gove rnance, che ha storicamente pesato sulla valorizzazione del titolo.
Tra le due classi di azioni, riteniamo che le azioni di risparmio (su cui manteniamo una chiara preferenza, con raccomandazione BUY e TP di Eu0.46) siano le principali beneficiari e del nuovo corso, considerando la maggiore probabilità di raggiungere un accordo sulla conversione in titoli ordinari (operazione bloccata 10 anni fa per l’astensione di VIV) che porterebbe ad una semplificazione e ottimizzazione della struttura del capit ale.
Per entrambe le classi, non escludiamo inoltre un’accelerazione del percorso volto a favorire la remunerazione degli azionisti, anche attraverso un abbattimento del capitale sociale (soggetto ad approvazione da parte di EGM), con l’obiettivo di libera re riserve distribuibili.
Riteniamo poco probabile uno scenario di consolidamento a 3 tra Poste, TIM e Iliad, principalmente per i rischi antitrust, legate al rischio di eccessiva concentrazione di quota di mercato e spettro nella banda 700 MHz, che per temi di governance, con Iliad finora orientata a mantenere il controllo strategico dei propri asset. In passato si era discusso dell’ipotesi di conferire Iliad Italia in cambio del 35% di TIM, ma questo scenario ci sembra oggi poco percorribile sul piano politico anche alla luce del recente rafforzamento di Poste in TIM.
Azioni menzionate
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