TIM - Intervista al CEO: deleverage, partite straordinarie, regolamentazione
Non emergono nuove indicazioni rispetto a quelle già condivise durante la conference call di giovedì.

Fatto
In un’intervista al Giornale di ieri, il CEO Labriola ripercorre i principali temi sul Gruppo:
• Partite straordinarie: fiducia di poter chiudere la cessione di Sparkle e della quota in INWIT entro l’anno. Tim potrebbe incassare fino a Eu5bn entro il 2026 grazie ai due disposal, al rimborso del canone 1998 e agli earnout sulla vendita di Netco.
• Deleverage: Confermato obiettivo di deleverage sull’anno a circa Eu7.5bn, il 70% della generazione di cassa operativa arriva dal Brasile (30%) che cresce dell’8% annuo e da TIM Enterprise (40%) che cresce del 7%
• Regolamentazione offerte retail: per i bundle congiunti di connettività e energia auspicato controllo sulla presenza di sussidi incrociati con servizi a bassa marginalità
• Consolidamento: necessario nel settore consumer, dove ci sono 5 operatori. Convergenza di vedute con altri CEO di gruppi TLC europei. Sia Iliad sia Poste Mobile sono "possibili opzioni" per un consolidamento.
• MSA: il lease back di Eu2bn/anno pagato da TIM a NetCo comprende circa Eu0.7bn di costi di energia che TIM avrebbe dovuto comunque spendere se avesse mantenuto la rete. Inoltre, con la rete, TIM avrebbe dovuto spendere almeno Eu10bn su 5 anni per il potenziamento della rete in fibra. Con la cessione della rete TIM risparmia anche costi del personale (quantificati in circa Eu1bn per 20k dipendenti trasferiti a NetCo) e circa Eu800mn in minori oneri finanziari.
• Personale: La ServCo TIM con i suoi 16k dipendenti non è sovradimensionata rispetto a Wind e a Vodafone, considerando che sul fisso TIM ha una market share 3x superiore.
• Conversione azioni di risparmio: opzione da valutare, a condizione che venga realizzata nell’interesse di tutti gli azionisti.
Effetto
Non emergono nuove indicazioni rispetto a quelle già condivise durante la conference call di giovedì. In quell'occasione, il CEO aveva descritto un contesto competitivo stabile, nonostante una maggiore aggressività sui prezzi da parte dei nuovi entranti, in particolare degli operatori energetici.
Da qui, l'auspicio di un intervento regolatorio per accertare la presenza di eventuali sussidi incrociati con servizi a bassa marginalità. Rimaniamo positivi sul titolo, considerando anche il potenziale upside complessivo di circa Eu5bn (oltre il 100% della capitalizzazione di TIM), legato a varie operazioni straordinarie previste tra la fine dell'anno e il 2026.
Azioni menzionate
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