TIM - Indiscrezioni su nuovo prestito da 750 mln con garanzia SACE
Il finanziamento, con durata quinquennale e concesso da un pool di banche, sarebbe destinato a supportare investimenti in infrastrutture, innovazione e transizione sostenibile

Fatto
Secondo Reuters, TIM starebbe finalizzando un prestito da Eu750mn, garantito al 70% da SACE nell’ambito del programma Archimede.
Il finanziamento, con durata quinquennale e concesso da un pool di banche, sarebbe destinato a supportare investimenti in infrastrutture, innovazione e transizione sostenibile.
L’operazione potrebbe chiudersi entro luglio.
Nessun commento da TIM e SACE.
Effetto
Al 31 marzo, TIM aveva un debito netto di circa €7.5bn (leva di circa 2x, nostra stima 1.7x a fine anno) e un debito lordo pari a €11.9bn, composto per l’82% da obbligazioni, per il 71% denominato in euro e per il 74% a tasso fisso.
Le scadenze del debito sono coperte fino al 2028, con €3.0bn in scadenza nel 2025 e un costo medio annuo del 5.5%.
Nonostante le agenzie di rating continuino ad assegnare giudizi sub-investment grade (Moody’s Ba3 positivo, S&P BB stabile, Fitch BB stabile), i rendimenti dei bond TIM risultano in linea con quelli di emittenti investment grade, suggerendo aspettative di miglioramento del profilo creditizio da parte del mercato. Recentemente, la società ha rinnovato la RCF a €3.0bn con scadenza 2030 e il programma EMTN fino a €10.0bn.
A seguito del forte rally da inizio anno (TIT +68%, FTSEMIB +17%, DJ Stoxx TLC EU +12%), il titolo tratta a 4.6x EV/EBITDAaL 2026E (vs 4.7x per le attività domestiche e 5.6x per il settore TLC europeo) e a 9.2x EV/OpFCF 2026E (vs 11.1x domestico e 12.5x settore TLC europeo), evidenziando una valutazione ancora attrattiva rispetto al settore.
Azioni menzionate
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