TIM - Ipotesi di cessione della rete senza passare dall'assemblea

Un'eventuale assemblea ordinaria potrebbe essere  solo consultiva. 

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Oggi si svolgerà il CdA di TIM per valutare la richiesta da parte di KKR di prorogare di due settimane (al 15 ottobre) la presentazione dell’offerta vincolante per NetCo.

Sulla scorta di 3 autorevoli pareri legali, il CdA dovrebbe anche iniziare a discutere l'approvazione dell’operazione senza passare da un'assemblea degli azionisti, nemmeno ordinaria.

Tra i due estremi - o CdA o assemblea straordinaria - non sussisterebbero vie di mezzo, come riporta il Sole24Ore. Un'eventuale assemblea ordinaria potrebbe essere infatti solo consultiva. 

Nessuna decisione, però, dovrebbe essere presa sul punto, secondo la Stampa, in attesa dell’esito dell’incontro (forse il 5 ottobre) tra il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e i vertici di Vivendi: il presidente Yannick Bolloré e l'ad Arnaud de Puyfontaine.

I francesi sarebbero ancora insoddisfatti per la valutazione della rete e un accordo appare tutt'altro che scontato, lasciando aperti scenari di scontri anche legali (antitrust inclusa) che lascerebbero i consiglieri esposti a possibili azioni di responsabilità in caso si decida di evitare il confronto assembleare.

Intanto oggi (o al massimo domani secondo La Stampa) si terrà il cda di Open Fiber (OF) che accoglierà le dimissioni dell'AD Mario Rossetti, al suo posto CDP (60% d OF) indicherà Giuseppe Gola.

Il nuovo AD sarà chiamato a finalizzare il rifinanziamento bancario, a completare il nuovo piano industriale, già impostato nelle linee-guida, e a chiudere il negoziato con Infratel e Mimit sulle condizioni della concessione nelle aree bianche e l'incasso dell'anticipo del 20% sui progetti del PNNR (circa Eu360mn per OF)

Effetto

In occasione della conference call del 1H23, il management di TIM si era astenuto dal fornire indicazioni su quale tipo di assemblea dei soci (AGM o EGM) sarà chiamata ad approvare il deal (la decisione sarà assunta dal CdA una volta pervenuta l’offerta vincolante).

Ricordiamo che in base alla normativa vigente, allo statuto di TIM e ai tre autorevoli pareri legali, l’alienazione di asset, anche se di misura rilevante, non dovrebbe richiedere alcun voto assembleare (sufficiente una decisione del CdA). 

Non vediamo invece rischi di cambio dello statuto (che richiederebbe l’approvazione di una EGM) dal momento che l’oggetto sociale risulterebbe inalterato: una volta ceduta NetCo, TIM continuerà infatti a controllare altre infrastrutture di rete fissa (datacenter) e mobili.

Un’eventuale decisione di non passare da una assemblea potrebbe  comportare rischi legali in capo ai consiglieri ed un eventuale ricorso d’urgenza per impugnare la delibera del CdA.

Tali rischi legali sussisterebbero anche nel caso in cui si dovesse passare da AGM ordinaria, ma un mancato confronto assembleare avrebbe il vantaggio di consentire a TIM di procedere più speditamente. 



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