TIM - Incontro interlocutorio tra i Ceo di Tim e Vivendi, offerta KKR meglio posizionata

Scenario in evoluzione, ma caotico

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

Sia La Repubblica che il Sole 24Ore riferiscono che nel suo incontro a Parigi con Vivendi (VIV) l’AD di TIM [TLIT.MI] Labriola non sarebbe stato ricevuto dal presidente Yannick Bollorè e dal CEO de Puyfontaine, ma da alcuni loro collaboratori.

A questi ultimi Labriola avrebbe riferito che l’offerta di KKR è in vantaggio, perché è più alta, ha un buon contratto di affitto alla futura ServiceCo e lascia aperta la porta a nuovi rialzi.

Per VIV invece l’offerta di KKR è bassa anche con un eventuale rilancio e lascerebbe troppi debiti e dipendenti in carico alla nuova ServiceCo.

Nonostante le pressioni del socio francese, aggiunge La Repubblica Labriola non sarebbe intenzionato a dimettersi dal CdA, ritenendo che sia nell’interesse di Tim andare avanti con le offerte per NetCo.

Secondo il Sole24Ore, VIV potrebbe disposta ad accettare offerte almeno superiori ai Eu26bn (livello inferiore rispetto ai Eu31bn finora richiesti, secondo la stampa).

Secondo MF, entrambe le proposte non sembrano destinate a raccogliere consensi in cda e il CdA del 4 maggio quasi sicuramente potrebbe respingerle ma non è chiaro quali saranno i passi successivi. Non è escluso un terzo round di offerte o la possibilità che il CdA valuti opzioni alternative, su cui ad oggi non ci sono indicazioni.

Effetto

In assenza di piani alternativi altrettanto credibili per un significativo abbattimento del debito di TIM, riteniamo che il CdA debba proseguire con il percorso di cessione di NetCo nel migliore interesse di tutti gli azionisti TIM e selezionare un’offerta migliorativa da sottoporre alla volontà sovrana dell’AGM.

Il rischio di vendere un asset a valutazioni meno attraenti è a nostro avviso di gran lunga inferiore rispetto a quello che potrebbe correre TIM senza un liquidity event alternativo, scenario che potrebbe portare ad un maxi aumento di capitale iperdiluitivo e alla necessità di una profonda ristrutturazione del Gruppo con pesanti conseguenze anche sul personale.

Per evitare ciò, riteniamo che sia nell’interesse del governo italiano assumere una posizione più netta e pragmatica su TIM: tra le opzioni, il governo tramite il MEF potrebbe rilevare la quota del 10% in TIM detenuta da CDP (evitando cosi issue antitrust legate alla presenza di CDP in OF) e salire al 25% di TIM (soglia d’OPA), neutralizzando in questo modo la minoranza di blocco detenuta da VIV nell’EGM di TIM: questo dovrebbe garantire maggiore equilibrio e stabilità nella governance del Gruppo e un effettivo presidio pubblico di un’azienda strategica per il Paese.

Giudizio MOLTO INTERESSANTE, target price 0,42 euro.



In questo articolo

Azioni menzionate

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.