TIM - Incontro ieri a Parigi tra Labriola e i vertici di Vivendi

Situazione molto confusa, ma ancora in divenire

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

Il Corriere della Sera riferisce di un incontro ieri a Parigi tra il CEO di TIM [TLIT.MI] Labriola e il CEO di Vivendi (VIV) de Puyfontaine.

Come noto VIV ritiene le 2 offerte di KKR e CDP-MAM troppo basse per essere considerate.

Secondo VIV, Labriola e il CdA di TIM non avrebbero dovuto comunque chiedere rilanci ai due bidder da marzo perché le due offerte sarebbero troppo lontane da una valutazione giusta per NetCo.  

Continuano le trattative con il governo sulla riorganizzazione di TIM che dovrebbe portare alla realizzazione di una rete unica nazionale, ma al CdA del 4 maggio le 2 offerte potrebbero essere molto probabilmente respinte, in linea con quanto già espresso dal livello del titolo (sceso da a 0,2596 da 0,3118, -16,74%) e a quel punto immaginare un percorso alternativo diventa indispensabile.

VIV non ha indicato ad oggi un piano alternativo alla cessione di NetCo, ad oggi l’unica opzione percorribile secondo Labriola mentre l’opzione di un’operazione di “take private” sarebbe soltanto sulla carta.

Effetto

Nonostante le forti pressioni sulla governance da parte di VIV ma senza proposte concrete su nuovi piani alternativi, riteniamo che il CdA TIM debba proseguire con il percorso di cessione di NetCo nel migliore interesse di tutti gli azionisti TIM e sottoporre alla volontà sovrana dell’AGM un’offerta migliorativa per l’asset.

Considerando la prevalenza di amministratori indipendenti nel CdA TIM, determinante sarà il parere degli advisor sulle due offerte.

In vista del CdA del 4 maggio, il nostro auspicio è che il Consiglio inviti gli offerenti a lavorare su un’offerta congiunta, operazione che eliminerebbe il rischio di veti incrociati (placet di KKR per la vendita di FiberCop, rischio golden power su offerta KKR) e garantirebbe maggiore firepower per ulteriori rilanci.

Ad oggi non vediamo alternative alla cessione della rete, liquidity event in grado di assicurare un abbattimento del debito di TIM per oltre Eu17bn e garantire un livello di leverage sostenibile per la ServiceCo, mentre da un’eventuale cessione parziale di TIM Enterprise (nostra valutazione 100% EV di Eu8.8bn) o dall’uscita dal Brasile (quota del 66% vale Eu4bn ai prezzi correnti) vediamo scarse chance di abbattere il debito in modo significativo e il rischio di un forte peggioramento del profilo di business del Gruppo.

Infine, in un momento cruciale come questo, un eventuale cambio di management, il quarto imposto da VIV negli ultimi 8 anni, rischierebbe di mettere ulteriore pressione al titolo nel breve/medio termine e comporterebbe inevitabilmente un’assunzione di responsabilità verso gli altri azionisti TIM.

Su TIM la raccomandazione è MOLTO INTERESSANTE, target price 0,42 euro.



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