Tim - Iliad interessata ad un modello FiberCop
Il Giornale riporta che Iliad sarebbe interessata a un consolidamento con Tim ispirato al modello Fibercop

Fatto
Il Giornale riporta che Iliad sarebbe interessata a un consolidamento con Tim ispirato al modello Fibercop, con un azionista pivot straniero (come KKR, al 37.8%) e una partecipazione pubblica rilevante (Mef e F2i insieme al 27.2%), lasciando al blocco italiano poteri speciali e la presidenza. L’interesse di Iliad riguarderebbe sia il segmento Consumer sia l’Enterprise. Poste Italiane, al 24.8% e potenzialmente verso il 30% (se dovesse essere approvata la proposta allo studio del governo) punterebbe invece a mantenere il controllo strategico si TIM, limitando l’operazione al solo mobile. Restano poi da chiarire governance, valutazioni e via libera Antitrust.
Effetto
Nei mesi scorsi era già circolato sulla stampa uno schema di governance secondo cui Iliad avrebbe ottenuto il 35% di TIM a fronte del conferimento di Iliad Italia. Tale ipotesi aveva sollevato molta perplessità in ambienti vicini al governo.
Ora che Poste sta rafforzando la propria posizione in TIM, con una quota appena sotto la soglia d’OPA e un chiaro interesse verso un progetto industriale orientato all’estrazione di sinergie, ci sembra poco plausibile un’apertura a Iliad come secondo o addirittura primo socio industriale in TIM.
Allo stesso modo, riteniamo improbabile che Iliad accetti un ruolo subalterno nella governance.
Il riferimento al modello FiberCop ci sembra poi poco calzante: KKR, infatti, non opera in FiberCop come socio industriale di lungo termine, ma come fondo di private equity orientato a una exit di breve-medio periodo. È verosimile che KKR sia quindi interessata a valorizzare la propria partecipazione attraverso l’operazione di rete unica con Open Fiber (proprio questa settimana KKR ha confermato l’apertura ad un tavolo negoziale) o tramite una futura IPO di FiberCop, scenari in cui i soci italiani – ricordiamo che CDP detiene il 60% di Open Fiber – assumerebbero con ogni probabilità una quota maggioritaria nella società risultante o una partecipazione stabile e di controllo nella futura quotanda, con un modello simile a quello adottato per Terna.
Azioni menzionate
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