TIM - Iliad gioca su più tavoli
La compagnia telefonica francese è in manovra su vari fronti, attende l'esito della trattativa tra Wind3 e il fondo EQT, pronta a rafforzare l'intesa con Vodafone

Fatto
Il Sole24Ore pubblica oggi un paio di articoli sul settore TLC italiano.
Il primo si concentra sull'accordo tra Wind3 e il fondo EQT per il 60% della rete Wind3 (sia mobile che fissa): le parti dovrebbero firmare il documento finale il 12 febbraio.
Iliad segue e la vicenda e si tiene pronta a far saltare la joint venture di condivisione delle torri di trasmissione avviata con Wind3, nel caso dovesse cambiare il perimetro concordato tra EQT e Wind3. Nel frattempo, l'operatore telefonico francese sarebbe in attesa di capire se la condivisione delle infrastrutture con Vodafone Italia possa avere luogo, aspetto che ovviamente cambierebbe il suo interesse strategico con Wind3. Il rischio evidenziato da Sole24Ore è che la strategia attendista di Iliad possa mettere a rischio l'accordo Eqt -Wind3. Un altro articolo del Sole24Ore segnala che Swisscom potrebbe presentare una proposta di consolidamento a Vodafone Italia, probabilmente entro la fine di gennaio, o comunque entro il 5 febbraio quando VOD presenterà i suoi numeri del FY22/23.
Effetto
Iliad è destinata a giocare un ruolo centrale nel panorama italiano, non solo per quanto concerne i futuri assetti di consolidamento, ma anche eventuali accordi di condivisione delle infrastrutture. Se Vodafone dovesse accettare l'offerta di una JV con Iliad (scenario a nostro avviso più favorevole per TIM ma oggi meno probabile), i francesi avrebbero interesse ad abbandonare la condivisione della rete con Wind3, potendo contare sulla maggiore qualità della rete di Vodafone. Nel caso in cui si concretizzasse una collaborazione tra Fastweb e Vodafone, non escludiamo un’estensione dell’accordo di network sharing tra Vodafone e TIM anche all’infrastruttura attiva per il rollout del 5G, che garantirebbe interessanti risparmi su Capex.
Dal canto suo, Iliad potrebbe considerare con interesse una combinazione societaria con TIM Consumer o valutare un accordo di condivisione delle reti con Wind3 su più ampia scala (non solo la JV su Zefiro).
Meno probabile un consolidamento societario tra Iliad e Wind3, considerando il rischio di eccessiva concentrazione di mercato (market share combinata al 38%, di cui 24.7% Wind3 e 13.3% Iliad a fine settembre.
Lo slittamento (o addirittura dalla bocciatura) della cessione della rete di Wind3 a EQT non dovrebbe avere ricadute su TIM, impegnata nella vendita della rete a KKR. Stiamo parlando di due operazioni sostanzialmente diverse: nel caso di Wind3, si tratta, infatti, di un'operazione per lo più finanziaria, con la cessione del controllo (quota del 60%) dell'infrastruttura attiva di rete mobile, che comprende antenne (escludendo le torri, già cedute in gran parte a Cellnex), stazioni radio base e la rete di backhauling. Gli asset coinvolti sono valutati complessivamente circa Eu3.4bn, ma sono state fornite indicazioni sugli economics previsti e sulle condizioni dell'accordo quadro ed eventuali diritti di riacquisto. Questa operazione rappresenta un unicum in Europa, aprendo la stra da alla creazione di un operatore wholesale focalizzato principalmente sul mobile. NetCo invece è completamente focalizzata sul fisso, visto che la rete mobile attiva continuerà a essere controllata dalla ServiceCo). L'obiettivo di Wind3 ci sembra quello di voler monetizzare una parte dei propri asset e creare le condizioni per uno sviluppo più efficiente della rete 5G. Tuttavia, questa strategia comporta il rischio di una minore diversificazione dei servizi e di un controllo ridotto sugli sviluppi tecnologici dell'infrastruttura.
Azioni menzionate
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