TIM - Il governo valuta aiuti da 630 milioni per il settore tlc
Il pacchetto di aiuti sarebbe positivo per TIM, che dovrebbe beneficiarne in modo proporzionale alla propria quota di mercato

Fatto
Secondo Radiocor, è previsto oggi un tavolo MIMIT, Ministero del Lavoro, con imprese e sindacati per affrontare la crisi delle telecomunicazioni. Sul tavolo un pacchetto da 630 milioni di euro da fondi di coesione: voucher fino a 200 euro per la fibra alle famiglie, incentivi a PMI per cloud e cybersecurity, e contratti di programma per le grandi imprese.
Si valutano anche misure per gestire gli esuberi, inclusi contratti di espansione e fondi di solidarietà. Inoltre, le imprese chiedono chiarezza sul rinnovo delle frequenze in scadenza nel 2029. L’ultima asta, quella del 2018 relativa alle frequenze 5G, è costata 6,5 miliardi, cifra oggi ritenuta insostenibile dal settore.
Effetto
Il pacchetto di aiuti sarebbe positivo per TIM, che dovrebbe beneficiarne in modo proporzionale alla propria quota di mercato, pari a circa il 38% degli accessi di rete fissa e il 23,5% sul mobile (di cui 36% segmento business e 21,5% consumer).
Tuttavia, il pacchetto non include al momento misure a sostegno dei costi energetici, più volte richieste dagli operatori, che hanno sollecitato il riconoscimento ufficiale del settore come energivoro.
Ricordiamo che, nell’offerta vincolante di KKR per l’acquisizione di NetCo, è previsto un earnout fino a 400 milioni a favore di TIM, subordinato all’introduzione di incentivi al settore sui costi energetici entro il 31 dicembre 2025.
Tra le richieste degli operatori resta anche il rinnovo agevolato delle frequenze, come avvenuto in Germania dove il regolatore BNetzA ha esteso le licenze per le bande 800 MHz, 1800 MHz e 2,6GHz fino al 2030, evitando un'asta e imponendo obblighi di copertura più stringenti, con un costo di assegnazione inferiore a 800 milioni.
Azioni menzionate
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