TIM - Il Ceo di Cdp non esclude un'offerta congiunta con KKR dopo il 31 maggio

Tutto ancora aperto sulla rete

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

Ieri l'amministratore delegato di CDP, Dario Scannapieco, in un'intervista a Bloomberg TV ha dichiarato che CDP non si ritirerà dalla gara per la Netco di TIM e sta ancora rivedendo la sua offerta con Macquarie. Scannapieco ha anche aggiunto di non poter dire se CDP alzerà l’offerta, sottolineando che ritiene di aver dato la giusta valutazione all’asset, non ha escluso una collaborazione con KKR, ma intende proseguire il lavoro con Macquarie (MAM). 

Diverse indicazioni dalla stampa: 

•    il MEF sarebbe pronto ad appoggiare un’offerta congiunta da parte di KKR/CDP/MAM che eviterebbe veti incrociati e potrebbe portare ad un rilancio in area Eu25bn (La Stampa)
•    L’offerta di CDP/MAM verrà lasciata scadere il 31/5 come da deadline fissata e senza ulteriori rilanci. (Corriere della Sera, La Stampa).
•    Dal 31/5 in avanti CDP e KKR potrebbero sedersi al tavolo, KKR sarebbe disposta a lasciare CDP con una quota di minoranza per evitare issue antitrust. Nella partita potrebbe aggiungersi anche F2i. (Corriere della Sera)
•    KKR al lavoro per migliorare l’offerta in vista del CdA TIM del 9/6. (La Repubblica, MF)
•    Vivendi, nel frattempo, avrebbe proposto un nuovo candidato per il CdA TIM in sostituzione di De Puyfontaine, si tratterebbe di un manager italiano di standing internazionale e indipendente. (La Repubblica)
 

Effetto

Nessuna novità dalle indiscrezioni odierne, sembra confermate la disponibilità di CDP di lavorare ad un’offerta congiunta con KKR, probabilmente dopo il 31/5 (con il rischio tuttavia di un allungamento dei tempi, considerando la scadenza ravvicinata del 9/6 del CdA TIM per le nuove offerte), ma anche ribadito il supporto del governo all’operazione.  

Un’offerta congiunta KKR/CDP rappresenta un blu sky scenario per TIM: da un lato eliminerebbe il rischio di veti incrociati (placet di KKR per la vendita di FiberCop, rischio golden power su offerta KKK) e assicurerebbe un maggiore firepower per ulteriori rilanci (ipotizziamo in area Eu24bn-25bn, non distante dai Eu26bn chiesti da VIV), dall’altro con il pieno supporto del governo riteniamo meno probabile che VIV possa osteggiare l’offerta. Infine, un eventuale coinvolgimento di F2i e del MEF o di altra partecipata pubblica al posto di CDP mitigherebbe le issue antitrust e consentirebbe maggiori chance di approvazione dell’offerta da parte dell’AGM di TIM (CDP potrebbe in quel caso partecipare al voto con la sua quota del 9.8% in TIM).

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