TIM - Il CdA approva l'offerta di KKR per NetCo
L’operazione non sarà sottoposta al voto di un’assemblea degli azionisti
Fatto
Ieri il CdA di TIM ha approvato a grande maggioranza (11 membri a favore su 14 votanti) la cessione di NetCo (ex Sparke) a KKR, per un EV base di 18.80 mld di euro (escludendo Sparkle) che implica un deleverage di 14 mld per TIM.
L’offerta può aumentare fino a 22 mld al verificarsi di determinate condizioni ed earnout, tra cui 2.5 mld legati a possibili operazioni di consolidamento e all’introduzione di modifiche regolamentari in grado di generare benefici a favore di NetCo e 0.4 mld legati all’introduzione di incentivi di settore a favore di TIM.
L’operazione non sarà sottoposta al voto di un’assemblea degli azionisti, trattandosi di una decisione di competenza esclusivamente consiliare, in base ai pareri legali raccolti. Il closing dell’operazione è atteso entro l’estate 2024.
Quanto all'offerta non vincolante su Sparkle, il CdA, avendola ritenuta non soddisfacente, ha dato mandato al CEO di verificare la possibilità di ricevere un'offerta vincolante migliorativa una volta completata la due diligence, il cui termine è stato esteso fino al 5 dicembre.
Infine, il Consiglio ha preso atto della comunicazione inviata da Merlyn Partners e RN Capital Partners, ritenendola non in linea con il piano di delayering della Società, come presentato agli investitori nel Capital Market Day di luglio 2022.
Effetto
Confermiamo il rating Molto Interessante (BUY su TIM Ordinarie con un target price 0,41 euro/azione, che si fonda su una valutazione di 20 mld per la NetCo, un floor in grado di garantire una riduzione strutturale del debito a un livello sostenibile, che non include un upside di 0,23 euro/azione da un re-rating di ConsumerCo a un multiplo “corretto” di 5x EV/EBITDAaL.
Manteniamo una preferenza per le azioni di risparmio (target price a 0,44 euro), che con la cessione della NetCo potrebbero beneficiare di un maggiore appeal speculativo legato alla conversione in azioni ordinarie e al pagamento di due dividendi posticipati per circa 0,33 mld grazie alla plusvalenza dalla cessione del bene.
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Azioni menzionate
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