Tim - Il governo valuta il rinnovo delle frequenze in scadenza al 2029
Previste condizioni agevolate

Fatto
Secondo Milano Finanza, il governo sta valutando due opzioni per il rinnovo gratuito delle frequenze mobili in scadenza nel 2029 (pari al 70% dello spettro): consentire lo sconto dei capex aggiuntivi sugli importi dovuti allo Stato oppure imporre obblighi diretti di maggiori investimenti sul 5G.
Per il pacchetto separato 24.25–26.5 GHz sono allo studio regole ad hoc e possibili sconti legati agli obiettivi di rollout.
Misure analoghe sono già state introdotte all’estero, come nel Regno Unito con uno sconto di circa £60mn/anno. Secondo alcune stime, il rinnovo delle frequenze senza gara costerebbe circa €2.6bn a TIM (noi stimiamo un costo di €2.4bn, o €2.1bn scontato ad oggi), Fastweb+Vodafone e WindTre, e €1.1bn a Iliad, con un mancato incasso annuo di €600mn per l’esecutivo. Con la gara, i costi potrebbero triplicare.
L’operazione non richiederebbe coperture nella manovra 2026 perchè riguarderebbe il triennio 2026–28.
Effetto
Nella nostra SOP su TIM abbiamo recentemente incorporato, ad una probabilità del 66%, i benefici dal possibile rinnovo a condizioni agevolate o gratuite delle licenze spettro in scadenza nel 2029 (NPV di €2.1bn, pari a circa €0.06/azione sul nostro TP di €0.65), in cambio di impegni su maggiori investimenti di rollout.
In questo contesto, il 5G Standalone richiederà nuove infrastrutture non più ancorate alle torri 4G. Per contenere i costi di rollout –solo per WindTre €0.8bn/anno (~20% del fatturato, con un EBITDAaL margin in area low-30s) - gli operatori potrebbero ricorrere ad un accordo di RAN sharing (condivisione degli apparati attivi).
Un’eventuale JV TIM/Fastweb/Wind3 (benefici non ancora inclusi nella nostra SOP) potrebbe garantire risparmi significativi sui CapEx, contribuire a deconsolidare la leva e migliorare i ritorni sugli investimenti, senza particolari rischi antitrust (rispetto a ipotesi di consolidamento diretto).
Azioni menzionate
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