TIM - Giuseppe Gola nuovo CEO di Open Fiber
Settembre si sta per chiudere in guadagno del +3%, malgrado la recente correzione
Fatto
TIM [TLIT.MI] sotto i riflettori. Settembre si sta per chiudere in guadagno del +3%, malgrado la recente correzione. E 'il quarto mese positivo di seguito.
CDP ha nominato Gola, ex AD di ACEA e ex CFO di Wind, come nuovo CEO di Open Fiber (OF), in sostituzione di Rossetti, dimessosi una settimana fa e il cui mandato sarebbe scaduto a fine anno.
Il nuovo AD avrà il compito di portare a termine una serie di questioni delicate.
Secondo il Sole24Ore, queste includono il rifinanziamento del debito di 7,2 miliardi di euro, che potrebbe aumentare di almeno 1 miliardo di euro e dovrà essere rifinanziato da un consorzio di una trentina di banche. Parallelamente, dovrà essere completato il piano industriale, già impostato in larghe linee da Rossetti, che dovrà essere presentato alle banche per la negoziazione del prestito. Inoltre, è in discussione il riequilibrio della concessione per le aree bianche, che dovrà essere concluso entro metà novembre dopo l'inoltro della richiesta formale a metà settembre.
Sono stati stimati costi aggiuntivi di 875 milioni di euro. Infine, tra le principali questioni aperte c'è l'ottenimento dell'anticipo del 20% dei fondi del PNRR per le aree grigie, che per OF ammonta a 365 milioni di euro.
Quest'ultima partita è stata sbloccata il 13 settembre dal cda di Infratel, che ha deciso di non revocare i contratti di convenzione con TIM e OF, chiedendo di avviare le procedure per l'anticipo dei fondi.
La questione fondamentale, tuttavia, riguarda il destino finale di OF, se rimarrà indipendente o se sarà aggregata alla rete di TIM e probabilmente suddivisa (con le aree grigie e bianche a CDP e le aree nere a Macquarie).
Effetto
Il riassetto dei vertici di Open Fiber potrebbe portare a una revisione complessiva della strategia dell'azienda da parte dei due azionisti (CDP al 60% e Macquarie al 40%), in vista dell'aggiornamento del piano industriale previsto per novembre.
Questo potrebbe spingere la nuova dirigenza a valutare più attivamente possibili forme di collaborazione con la NetCo di TIM e/o una futura combinazione. È importante ricordare che l'attuale offerta non vincolante di KKR di 23 miliardi di euro per la NetCo di TIM include un earnout di circa 2 miliardi di euro, legato anche a una futura integrazione con Open Fiber.
Prima dell'estate, il CEO di CDP, Scannapieco, aveva confermato la necessità di un'unica infrastruttura efficiente, senza duplicazioni e sprechi di risorse, e non aveva escluso una potenziale cooperazione tra NetCo e Open Fiber. In particolare, Scannapieco si era detto fiducioso di poter dialogare con Bruxelles per illustrare i vantaggi del progetto industriale derivanti da una rete unica.
Tuttavia, considerando i vincoli antitrust, siamo scettici riguardo al progetto di una rete unica, mentre non escludiamo che possa presto tornare in auge l'ipotesi di una separazione di Open Fiber (con le aree nere a Macquarie e le aree bianche/grigie a CDP), recentemente proposta da Macquarie.
Questa operazione potrebbe facilitare un coinvolgimento futuro di CDP nel dossier NetCo con minori limitazioni antitrust (rispetto a una combinazione più ampia di NetCo con l'intera rete di Open Fiber) e, in particolare, consentirebbe a CDP di limitare l'impegno finanziario per acquisire una partecipazione in NetCo insieme a KKR, conferendo gli asset rimanenti di Open Fiber.
Dal punto di vista regolatorio, resta da verificare la legittimità di unire in un'unica società la gestione dell'intero piano "Italia a 1 Giga" (aree grigie), per il quale le regioni sono state appositamente suddivise tra due operatori diversi che hanno poi vinto le gare (Open Fiber e TIM).
Giudizio Molto Interessante, target price 0,41 euro.
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