Tim - Focus sulle sinergie con Poste Italiane

Nelle nostre attuali stime e nel target price di 0,45 euro/azione non includiamo ancora le sinergie con Poste Italiane

Autore: Redazione
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Fatto

Milano Finanza riporta alcune dichiarazioni rilasciate ieri dall’AD di TIM, Pietro Labriola: la partnership con Poste Italiane avrebbe un potenziale di sinergie stimato tra Eu1.5-2.0bn, con una strategia congiunta attesa per la seconda parte dell’anno.

•    Tra le prime iniziative in programma, il passaggio di PosteMobile (oltre 4 milioni di clienti) sulla rete TIM, con la transizione prevista per inizio 2026.

•    Nel settore assicurativo, TIM ha lanciato nel 2023 la piattaforma Tim MyBroker, che offre polizze per casa, salute, viaggi, animali domestici e sci. Poste Assicura, già tra i principali operatori nel ramo Vita, ha superato Eu1bn di premi nel comparto Danni.

•    Nel campo utility, l’offerta luce e gas di Poste conta oggi 800k clienti. Nel credito al consumo, il gruppo opera attraverso partnership con Findomestic (BNP Paribas) e Compass (Mediobanca).

•    La rete distributiva combinata è significativa:  Poste dispone di 13.000 uffici postali e 49.000 punti vendita partner. TIM conta 4.100 negozi, di cui 206 diretti e oltre 300 in franchising

L’Antitrust dovrebbe pronunciarsi sull’ingresso di Poste nel capitale di TIM entro l’assemblea del 24 giugno. Tuttavia, al momento non è previsto l’ingresso di rappresentanti di Poste nel CdA. Il termine per modificare l’ordine del giorno è scaduto lo scorso 3 giugno.  Secondo La Repubblica, dopo la semestrale Adrian Calaza lascerà il ruolo di CFO di TIM; in pole per sostituirlo Piergiorgio Peluso, nome condiviso anche da Poste. Nei prossimi mesi potrebbero arrivare altri manager condivisi, con focus su TIM Enterprise, acquisti e funzioni corporate.

Effetto

Nelle nostre stime e nel TP di €0.45/azione non includiamo ancora le sinergie con Poste Italiane.

Ci aspettiamo che tali sinergie saranno oggetto di un'analisi più approfondita nei prossimi mesi e troveranno adeguata rappresentazione nel prossimo piano industriale di TIM/Poste.

La nostra stima preliminare di sinergie si attesta a Eu1.8bn e si basa su un risparmio del 2% applicato alla base costi cash aggregata di TIM Domestic e PostePay, pari a circa Eu180mn annui, corrispondenti a un upside di circa il 9% rispetto alle nostre attuali stime di EBITDAaL domestico di TIM.

Abbiamo valorizzato questi benefici applicando un multiplo EV/(EBITDA-Capex) pari a 10x, in linea con le attuali valutazioni di mercato di TIM.  Di recente la stampa aveva indicato  sinergie di costo annue per Eu200-300mn dall'utilizzo della rete di 12,400 uffici postali di Poste Italiane, oltre ai Eu200mn legati alla  migrazione del contratto MVNO di PostePay dalla rete Vodafone a quella di TIM, quest’ultimi già compresi nel piano di TIM.

Sul fronte antitrust, dall’istruttoria in corso per l’approvazione del passaggio delle quote tra VIV e Poste non ci attendiamo l’imposizione di rimedi significativi, fatta eccezione per possibili prescrizioni relative alla governance e all’istituzione di maggiori presìdi in materia di operazioni con parti correlate.



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