Tim - Focus della stampa sulla remunerazione
Nuovo Piano e aumento prezzi in vista

Fatto
Principali indicazioni di stampa sul Gruppo:
• Remunerazione: Dopo la conversione delle TITR in TIT e la vendita di Sparkle (closing nel 1Q26), TIM potrebbe destinare circa metà dei 700 milioni attesi a dividendo (fino a 0.0165€ per azione) o buy-back. (La Repubblica)
• Poste e Poste Mobile: Poste potrebbe puntare a tornare sopra la soglia di OPA obbligatoria dopo la diluizione sotto il 20% dovuta alla conversione delle TITR (soglia OPA oggi al 25%, in aumento al 30% con le nuove regole del TUF). Per contrastare la diluizione, non è escluso il conferimento di Poste Mobile (valutata tra Eu0.9bn e Eu1bn) a TIM in cambio di azioni di nuova emissione. (La Repubblica)
• Il nuovo piano di TIM sarà aggiornato dopo il closing di Sparkle e la conversione delle TITR (2Q26) anche se un primo update è previsto il 24 febbraio 2026. (La Repubblica)
• Aumenti tariffe: dall’inizio del 2026 sono stati annunciati diversi rincari dagli operatori; nel complesso, le tariffe TLC aumenteranno tra 12 e 60 euro l’anno, per riallineare i prezzi all’inflazione (salita al 1.5% nel 2025, con un’accelerazione a dicembre) e questo potrebbe preludere ad una fine della guerra dei prezzi. (La Stampa)
Effetto
Non emergono nuovi spunti, dal nuovo piano industriale ci aspettiamo maggiore visibilità sulle sinergie con Poste (ad oggi non incluse nelle nostre stime ad eccezione del contratto di MVNO, iniziato a gennaio 2026), sulle recenti iniziative industriali (RAN sharing con Fastweb sul 5G nei comuni con meno di 35k abitanti, saving attesi di Eu25 0-300mn cumulati su 10 anni), e sulle prospettive relative al consolidamento in Italia (Wind3/Iliad e Poste Mobile/TIM) e sulla strategia di allocazione del capitale e sul rilancio di TIM Enterprise (eventuale partecipazione a progetti Gigafactories, e possibili operazioni M&A) e di TIM Consumer (conferma strategia value con nuovi aumenti prezzi selettivi).
Ricordiamo che TIM Consumer sta portando avanti da cinque anni un percorso di repricing selettivo (coinvolte ytd 3.4mn di linee mobili e 4.0mn di linee fisse ad oggi) che ha determinato un miglioramento strutturale dell’ARPU senza impatti significativi sul Churn.
Secondo le nostre stime, un incremento di 1€/mese dell’ARPU consumer di TIM si traduce in circa Eu200mn di EBITDAaL addizionale (+5%) per TIM Consumer, confermando l'elevata leva operativa delle iniziative di repricing.
Azioni menzionate
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