TIM - FiberCop, piano industriale entro marzo
FiberCop si prepara a presentare il suo piano, nonostante le dimissioni dell’AD Ferraris.

Fatto
Il Sole 24 Ore riporta che FiberCop ha raggiunto il 52% dell'obiettivo di copertura in fibra ottica nelle aree grigie del Piano Italia 1 Giga, con un incremento di 8pp nell'ultimo mese e 694.384 unità immobiliari connesse su un totale di 1,33mn previsti entro giugno 2026.
Open Fiber, invece, ha registrato un progresso del 33,3%, con 737.045 civici connessi su 2,21mn, con una crescita di 4pp nell’ultimo mese, pari a circa 88.000 civici connessi.
Il piano di copertura delle aree grigie prevede un finanziamento di Eu3,45bn tramite fondi del PNRR.
Nel frattempo, FiberCop si prepara a presentare il suo piano industriale entro marzo, nonostante le dimissioni dell’AD Ferraris. La gestione corrente è affidata ad interim al presidente Sarmi. Prosegue intanto la ricerca del nuovo AD, con diversi head hunter coinvolti, ma la selezione potrebbe richiedere ulteriore tempo.
Effetto
Mancano meno di 18 mesi alla scadenza del Piano Italia a 1 Giga e, mantenendo l’attuale ritmo di circa 92 mila civici al mese, FiberCop potrebbe completare il piano nei tempi previsti.
Open Fiber dovrebbe continuare ad accelerare significativamente mantenendo una media di 86,5 mila al mese.
L’integrazione delle aree grigie e bianche di Open Fiber con FiberCop non incontrerebbe significative restrizioni antitrust, grazie alla perfetta complementarità della copertura territoriale.
Secondo indiscrezioni di stampa, a partire da febbraio potrebbe prendere il via un tavolo di negoziazione sulla rete unica, grazie al sostegno del governo e ad una maggiore apertura da parte di KKR (azionista al 37,8% di FiberCop).
Questi sviluppi potrebbero fornire maggiore visibilità sull’earnout negoziato tra TIM e KKR, garantendo una finestra di quasi due anni per il raggiungimento di un accordo.
Un’intesa tra FiberCop e Open Fiber entro la fine del 2026 (a 30 mesi dalla cessione di FiberCop) consentirebbe a TIM di incassare un earnout fino a un massimo di Eu2.5bn (pari al 75% delle sinergie industriali), da noi considerato ad una probabilità del 40% nella nostra somma delle parti, equivalente a circa €0.05/azione aggiuntivi rispetto al nostro target price di €0.38/azione ordinaria.
Azioni menzionate
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