TIM - FiberCop avanza proposta per sostituirsi in parte ad Open Fiber nelle aree grigie
La vicenda è stata già indirettamente smentita da KKR

Fatto
Secondo La Repubblica, FiberCop ha proposto di sostituirsi parzialmente a Open Fiber nelle aree grigie per accelerare la copertura della rete.
L'iniziativa, avanzata da KKR (che controlla indirettamente circa il 37.8% di FiberCop) senza consultare il MEF (titolare del 16% in FiberCop), prevede la copertura di 40,000 numeri civici inizialmente inclusi nel piano di Open Fiber.
Se confermata, questa manovra potrebbe compromettere il finanziamento di Eu1.1bn previsto per Open Fiber, con scadenza a novembre, mettendo a rischio anche gli interessi del governo italiano, che, tramite CDP, detiene una quota del 60% in Open Fiber, superiore alla partecipazione detenuta in FiberCop.
Effetto
La vicenda è stata già indirettamente smentita da KKR.
Ad inizio settembre , proprio in risposta ad un articolo de La Repubblica , KKR aveva infatti respinto le accuse di voler bloccare rete unica e aveva confermato l’impegno a creare sinergie.
Secondo il giornale, KKR potrebbe avere interesse ad aspettare il default di Open Fiber per evitare di corrispondere a TIM l’earnout sulla rete unica fino a Eu2.5bn (75% delle sinergie legate all’integrazione) entro fine 2026, a 30 mesi dal closing dell’operazione NetCo.
Riteniamo che il governo italiano abbia un forte interesse ad evitare il default di OF, non solo per la maggiore esposizione economica in OF rispetto a FiberCop ma anche considerando il rischio di perdere i fondi PNRR se il progetto Italia a 1G iga non venisse completato entro giugno 2026.
Allo stesso tempo, potrebbe attuare una strategia del “bastone e della carota” nei confronti di KKR per la creazione di una rete unica.
Da un lato, è nell’interesse stesso di KKR collaborare attivamente con il governo italiano per l’ottenimento di un regime regolatorio incentivante in stile RAB a favore di FiberCop, che renderebbe ancora più conveniente l'exit di KKR dal suo investimento in FiberCop e comporterebbe un ulteriore earnout di Eu0.4bn a favore di TIM.
Dall’altro, il governo potrebbe porre condizioni più stringenti per FiberCop, ad esempio anticipando la scadenza per lo switch off dal rame alla fibra (il 2030 è il termine ultimo fissato dalla UE), che comporterebbe maggiori investimenti per FiberCop nel breve termine.
Azioni menzionate
Advertisement

