Tim - Forza Italia ritira la proposta dell'aumento delle bollette

L'idea era di collegarle all'andamento dell'inflazione. FI apre a un tavolo di confronto

Autore: Redazione
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Fatto

Forza Italia ha ritirato l’emendamento al DDL Concorrenza che prevedeva l’aumento automatico delle tariffe telefoniche agganciato all’inflazione, dopo le polemiche sollevate da associazioni dei consumatori e opposizioni politiche, che lo ritenevano favorevole alle compagnie e penalizzante per gli utenti; il partito propone ora un tavolo di confronto per regolare il settore e tutelare i consumatori. 

Effetto

Non escludiamo che la proposta possa essere ripresa in altri emendamenti alla legge sulla concorrenza, in quanto misura rilevante per restituire profittabilità al settore e coerente con meccanismi di indicizzazione già presenti in altri settori regolati come le utilities.

In prospettiva, garantirebbe maggiore prevedibilità sui ritorni degli investimenti, pur richiedendo un attento bilanciamento tra sostenibilità economica degli operatori e tutela dei consumatori. Al momento, i principali operatori (TIM, Wind3 e Fastweb/Vodafone) applicano già aumenti tariffari con clausole di opt-out a favore dei clienti, mentre l’approvazione di un intervento normativo estenderebbe tale meccanismo anche a player come Iliad (oggi a €9,99/mese sulla tariffa entry-level mobile), spingendo i prezzi di ingresso oltre l’attuale soglia.

Se così fosse, si tratterebbe di un game changer, generando un aumento strutturale dell’ARPU a protezione della redditività dell’intero settore.

TIM Consumer ha già implementato per il quarto anno consecutivo azioni di repricing efficaci su fisso e mobile: nel 1H25 sono state interessate ~4.0m linee fisse e ~1.7m mobili, con impatto sul churn inferiore alle attese, e ulteriori aumenti sono previsti nel 4Q25.



Azioni menzionate

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