TIM - Entro domani offerte migliorative per NetCo, KKR aperta a coinvestimento del Tesoro?
Non emergono nuovi spunti dalla stampa, ad eccezione delle indicazioni sulle possibili mosse future di KKR
Fatto
Attese per domani le offerte migliorative per NetCo, la stampa ipotizza incrementi in area Eu19-21bn (Corriere Della Sera) o non superiori ai Eu20bn (Il Sole24Ore).
Domani in agenda un CdA TIM [TLIT.MI] per rispondere anche alle domande degli azionisti in vista dell’AGM del 20 aprile (anche quest’anno via web), mentre la discussione delle offerte per NetCo è attesa il 4 maggio e l’EGM per approvare la vendita di NetCo potrebbe tenersi entro fine maggio (o piu probabilmente nel mese di giugno), secondo ANSA.
Secondo il Sole24Ore di sabato, KKR punterebbe ad entrare in negoziazioni esclusive per acquisire NetCo ma sarebbe anche disposta a lasciare spazio al Ministero del Tesoro per consentirgli di esercitare il controllo pubblico sulla rete. Il giornale riferisce anche che TIM starebbe anche lavorando per una risoluzione del contenzioso con la Presidenza del Consiglio dei Ministri sul canone 1998 che potrebbe valere ben più di Eu0.5bn per TIM.
Per l’AGM di giovedì, è previsto il voto consultivo sulla remunerazione 2022 dell’AD (Eu3.6mn) e vincolante sui futuri piani di incentivazione. Vivendi in base alle ultime posizioni potrebbe votare contro la nuova politica di remunerazione, ma determinante sarà il supporto degli investitori istituzionali esteri, pronti a far pesare il loro 44% di voti.
Effetto
Non emergono nuovi spunti dalla stampa, ad eccezione delle indicazioni sulle possibili mosse future di KKR, in particolare su un eventuale accordo con il governo per consentire al Tesoro (non CDP, considerando i rischi antitrust) di co-investire a fianco di KKR e di esercitare il controllo pubblico sull’asset. Se confermato, si tratterebbe di uno sviluppo molto importante perché porterebbe alla definizione di un’unica offerta eliminando sul nascere il rischio di veti incrociati (del governo tramite golden power e di KKR per la cessione di FiberCop) o di spaccature all’interno del CdA TIM nella scelta tra le due offerte.
Positive anche le indicazioni sull’impegno di TIM per la risoluzione del contenzioso con la Presidenza del Consiglio dei Ministri sul canone di concessione per il 1998 su cui il TAR del lazio, a seguito di una sentenza della Corte di Giustizia UE, aveva disposto l’obbligo per TIM, precedentemente concessionaria, al pagamento del canone (commisurato ad una porzione del fatturato), nonostante l’intervenuto processo di liberalizzazione.
TIM aveva nel frattempo impugnato la sentenza del TAR del Lazio.
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