Tim +2% Sui top da 3 anni, contatti con Poste sul CdA
Tim si spinge sui massimi degli ultimi tre anni. Nuovi rumours su Iliad estesi anche a TIM Brasil

Fatto
Secondo il Corriere della Sera di sabato, la presidente di TIM Alberta Figari ha avuto contatti preliminari con i vertici di Poste Italiane (Del Fante e Lasco), in vista dell’assemblea del 24 giugno che potrebbe portare a modifiche nella governance. L’ipotesi più probabile sarebbe un allargamento del consiglio di amministrazione con l’ingresso di 2-4 rappresentanti di Poste, anziché le dimissioni di consiglieri in carica. Tornano inoltre le ipotesi di consolidamento con Iliad, che potrebbero svilupparsi in tre direzioni: a) il conferimento di Iliad Italia in TIM in cambio di una quota azionaria; b) l’ingresso di Iliad Italia nel capitale di TIM Consumer; c) uno scambio tra Iliad Italia e TIM Brasil, con Iliad che otterrebbe una quota nell’operatore brasiliano, rafforzando la propria presenza in Sudamerica. In quest’ottica, va ricordato che Millicom, attiva in America Latina sotto il marchio Tigo e operativa in paesi come Bolivia, Colombia, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama e Paraguay, è partecipata al 40% da Xavier Niel tramite il suo veicolo Atlas Investissement.
Effetto
Un ingresso di Iliad Italia in TIM Consumer risulterebbe, in teoria, più facilmente realizzabile rispetto ad altre opzioni, grazie alla maggiore confrontabilità tra i due business: Iliad Italia opera oggi esclusivamente nel segmento consumer, rendendo il perimetro più omogeneo. Tuttavia, anche questa ipotesi presuppone un accordo sulla governance.
Nel caso si optasse per una JV paritetica, simile a quella recentemente realizzata nel Regno Unito tra Vodafone e CK Hutchison, sarebbe necessario un equilibrio nelle valutazioni.
Supponendo un multiplo valutativo di 7.5x EBITDA per entrambe le entità (lo stesso pagato da Fastweb per Vodafone Italia), si avrebbe un EV complessivo di quasi Eu12bn, di cui circa Eu9.5bn per TIM Consumer e Eu2.5bn per Iliad Italia. In questo scenario, per raggiungere una quota del 50% nella nuova JV, il Gruppo Iliad dovrebbe conferire Eu3.5bn in contanti, oltre al conferimento di Iliad Italia.
Questo tipo di operazione richiederebbe quindi un’intesa non solo sui valori economici, ma anche sugli asset da includere e sulle modalità di governance congiunta, con una struttura di controllo condiviso tra le parti. Ci sembra più percorribile uno scenario in cui Iliad Gruppo conferisca Iliad Italia in cambio di una quota nell’azionariato di TIM Gruppo e di TIM Brasil. Ai prezzi correnti, per ottenere circa il 20% di TIM ord., sarebbe necessario un aumento di capitale riservato da circa Eu1.2bn, che comporterebbe la diluizione di Poste dal 24.81% al 20%. Per mantenere il ruolo di primo azionista industriale, Poste dovrebbe arrotondare la propria quota di nuovo al 24.8% (o al 29.9% laddove il governo dovesse aumentare la soglia d’OPA per le large gap dal 25% al 30%). In parallelo, TIM potrebbe ridurre la partecipazione in TIM Brasil (mkt cap di Eu6.5bn) dal 66% al 51%, mantenendone il consolidamento, e cedere il 15% a Iliad Gruppo per un valore di quasi Eu1bn. Questo schema darebbe a Iliad la posizione di secondo socio industriale in TIM, con esposizione sia al business Consumer e Business in Italia, sia a TIM Brasil, dove potrebbe anche candidarsi come potenziale acquirente qualora TIM decidesse di monetizzare l’asset.
Azioni menzionate
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