Tim - Scenari di consolidamento nel settore Tlc
Rumors su una joint venture tra Wind3 e Iliad; dossier Tim - PosteMobile

Fatto
Secondo il Corriere della Sera, Wind3 e Iliad starebbero lavorando a una JV 50/50 sulle attività italiane, dando vita a un nuovo gruppo con circa 30mn di clienti e una quota di mercato prossima al 40%, che diventerebbe il primo operatore TLC in Italia.
In parallelo, TIM e Poste Italiane avrebbero avviato un piano per l’acquisizione di PosteMobile da parte di TIM tramite emissione di nuove azioni, subordinata al completamento della conversione delle azioni di risparmio attesa per giugno 2026.
La conversione porterebbe la partecipazione di Poste in TIM dal 27.3% a meno del 20%; il conferimento di PosteMobile consentirebbe a Poste di controdiluirsi (tornando in area 24%) restando sotto la soglia OPA del 30%.
Nessuna indicazione sulla valutazione di PosteMobile. Con l’acquisizione, TIM acquisirebbe circa 5mn di clienti mobili, arrivando a ~23mn complessivi e a una quota di mercato intorno al 30%.
Tutte le operazioni restano soggette ad approvazione Antitrust. Il Messaggero conferma i contatti TIM–Poste su PosteMobile e indica che il nuovo piano industriale TIM sarà presentato a luglio, dopo la conversione delle azioni TITR. Il quotidiano segnala inoltre il MoU tra TIM e Poste per una JV nei servizi cloud, AI generativa e tecnologie open-source destinati a grandi imprese e Pubblica Amministrazione, in risposta alla crescente domanda di servizi digitali sovrani.
Effetto
Il recente accordo di RAN sharing tra Fastweb e TIM nelle città sotto i 35mila abitanti crea un forte razionale industriale per un consolidamento tra WindTre e Iliad. Dal punto di vista regolatorio, l’esito del merger dipenderà in larga misura dalla posizione dell’Commissione europea; tuttavia, va sottolineato che l’operazione arriverebbe a circa dieci anni dal consolidamento Wind–3 (2016), quando Iliad entrò nel mercato come remedy taker, con un vincolo di standstill decennale volto a preservare l’esistenza di un quarto operatore mobile. Il superamento di questo vincolo potrebbe oggi attenuare le resistenze antitrust rispetto a un nuovo consolidamento.
Nella nostra SOP su TIM, che porta a un TP di €0.68, non incorporiamo ancora alcuno scenario di market repair nel mercato domestico derivante da un possibile consolidamento tra Wind Tre e Iliad, che a nostro avviso potrebbe valere circa €0.18 di upside sul target price. Secondo le nostre stime, un incremento di €1 nell’ARPU consumer si tradurrebbe in circa €200mn di upside sull’EBITDAaL domestico (circa +5%), a conferma dell’elevata leva operativa anche a variazioni contenute sui prezzi.
La cessione di PosteMobile (da noi valutata Eu0.9bn EV) in cambio di azioni TIM di nuova emissione consentirebbe a Poste di controdiluirsi nel capitale ordinario senza esborsi di cassa e di accelerare la realizzazione delle sinergie tra i due gruppi.
Considerata la limitata size di PosteMobile, la combinazione non porterebbe ad alcuna ‘market repair’ né generebbe un upside rilevante per TIM considerando il consolidamento dei ricavi di PosteMobile (nostre stime 2026E: fatturato Eu330mn, EBITDAaL ~Eu130mn), rispetto al beneficio già atteso dal contratto MVNO, pari a circa Eu200mn dal 2026 e già incluso nelle nostre stime e nelle guidance di piano.
Tuttavia, l’operazione avrebbe una importante valenza industriale: la rimozione dei vincoli antitrust nel mercato mobile accelererebbe, infatti, le sinergie commerciali tra Poste e TIM, favorirebbe il lancio di bundle congiunti (connettività TIM + servizi finanziari/assicurativi Poste) e rafforzerebbe l’upselling incrociato sulle rispettive basi clienti.
Azioni menzionate
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