TIM - Closing NetCo confermato per il 1° luglio
News positiva

Fatto
TIM ha fissato con KKR per il prossimo 1° luglio il perfezionamento della cessione di NetCo a Optics BidCo. Per tener conto degli effetti economici e patrimoniali dell’operazione sui conti di TIM, il calendario societario 2024 è stato modificato per prevedere che il Cda si riunisca il 31 luglio (come da precedente indicazione) per esaminare i dati preconsuntivi al 30 giugno 2024 e il 26 settembre (nuova data) per l' approvazione della semestrale.
Altre indicazioni di stampa:
- M&A: Una volta ceduta la rete TIM dovrà affrontare altri dossier come quelli del settore Consumer, dell'Enterprise e di Tim Brasil. TIM non sta ancora cercando un partner per TIM Consumer, il focus sulla crescita delle attività lasciate dopo la cessione di NetCo, ha detto il CEO Labriola a margine di un evento. Alcune testate (Radiocor, Il Giornale) non escludono tuttavia una possibile aggregazione futura con PosteMobile.
- Confermato target di debito di Eu7.5bn entro fine anno, escludendo le partite le straordinarie (cessione quota in INWIT, Sparkle e restituzione canone 1998).
- Riassetto Struttura Capitale, conversione e dividendi: tra le ipotesi, il Giornale cita un possibile raggruppamento azionario 1 a 5, la conversione delle azioni di risparmio in titoli ordinari (non fornite ipotesi sugli eventuali termini), e il ritorno al pagamento del dividendo ordinario che verrebbe agevolato dall’incasso degli earnout dalla cessione di NetCo legati alla combinazione con Open Fiber (fino a Eu2.5bn) entro 30 mesi dal closing, ma anche ai proventi dalla vendita di Sparkle e della quota residua in INWIT, prima di considerare l’incasso del Eu1bn relativo alla restituzione del Canone 1998.
Effetto
Non emergono nuovi spunti, ma apprezziamo il focus del management sul rilancio organico di TIM Consumer, in linea con le indicazioni già fornite durante il Capital Markets Day di marzo.
Non escludiamo tuttavia che la Società possa decidere di accelerare il turnaround della divisione cogliendo tatticamente eventuali opportunità di consolidamento con altre realtà, in risposta anche alla futura combinazione tra Fastweb e Vodafone (closing entro il 1Q25), principale concorrente di TIM. In questo senso, un eventuale deal tra Tim e PosteMobile avrebbe minori rischi antitrust rispetto a una combinazione con Iliad a livello di concentrazione sia di quote di mercato mobile residenziale (Tim al 21.9%, PosteMobile al 5.9%, Iliad al 15.8%) sia di spettro (PosteMobile è un MVNO, su rete Vodafone) e potrebbe garantire interessanti sinergie dall'ottimizzazione della rete distributiva e dei servizi a valore aggiunto offerti oggi da PosteMobile, ma andrà verificata la posizione di Poste Italiane sulla strategia di valorizzazione dell'asset.
Per quanto riguarda le ipotesi di riassetto della struttura del capitale, un raggruppamento azionario, pur non alterando la patrimonializzazione di TIM, potrebbe essere funzionale ad eliminare otticamente la percezione del titolo come penny stock. In particolare, il reverse stock split se dovesse essere effettivamente accompagnato alla conversione delle azioni di risparmio e al ripristino del dividendo ordinario, potrebbe determinare un massiccio ritorno di interesse presso investitori istituzionali.
Nel ribadire la nostra view positiva sul titolo (TP: Eu0.38), manteniamo una preferenza per le azioni di risparmio (TP: Eu0.40) per riflettere il possibile pagamento dei dividendi arretrati con il ritorno all’utile di TIM S.p.A. (specie in caso di significativa plusvalenza dalla cessione di NetCo e della sopravvenienza attiva dalla restituzione del canone 1998 per circa Eu1bn) ma anche l’opzionalità legata alla conversione (su cui tuttavia sarà necessario il supporto di VIV).
Azioni menzionate
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