TIM - CK Hutchison valuta un riassetto

L'operatore telefonico starebbe considerando diverse opzioni, tra cui uno spin -off per una IPO, la vendita dell'unità in blocco o la cessione di quote di controllo in alcuni paesi,

Autore: Team Websim Corporate
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Fatto

Secondo Reuters, CK Hutchison (CKH) starebbe considerando diverse opzioni per la sua divisione di telecomunicazioni europea, tra cui uno spin -off per una IPO, la vendita dell'unità in blocco o la cessione di quote di controllo in alcuni paesi, perseguendo una strategia "asset -light". In Italia, CKH potrebbe rilanciare lo scorporo della sua mobile e fissa. In Svezia e Danimarca, CKH starebbe valutando un consolidamento nel mercato, mentre in UK la JV da £15bn con Vodafone è ancora sotto revisione antitrust.

Effetto

A febbraio Wind3 aveva abbandonato la cessione della rete fissa/mobile in Italia (EV: Eu3.4bn) al fondo EQT con crescenti difficoltà sulla capacità do finanziare i futuri investimenti nel rollout del 5G. Una volta superate le difficoltà sulle clausole di c ambio di controllo nella JV Zefiro con Iliad e negli accordi in essere sul 5G con Fastweb, ragioni che avevano fatto saltare il deal, Wind3 potrebbe tentare un nuovo accordo con EQT o trovare altri acquirenti per la sua rete come KKR/NetCo. Con la cessione della propria rete, Wind3 potrebbe poi guardare più attivamene al consolidamento nel mercato retail, puntando ad una eventuale combinazione con Iliad come contromisura alla fusione annunciata tra Vodafone e Fastweb (closing 1Q25). Sotto il profilo antitru st, un merger Wind3 -Iliad potrebbe essere soggetto a rimedi per mitigare l’eccessiva concentrazione di mercato (Wind3 è il primo operatore di mercato con il 24 .6% delle Human SIM vs Iliad 1 3.7% a dicembre 2023 ), mentre ci sarebbe complementarità sulla dotazione di spettro 5G (Wind3 non ha spettro 700Mhz a differenza di Iliad, Vodafone e TIM) che quindi non dovrebbe essere ceduto a nuovi operatori. Un eventuale consolidamento tra Wind3 e Iliad sarebbe comunque positivo per TIM: malgrado verrebbe meno l'appeal speculativo diretto su TIM Consumer (che potrebbe comunque guardare a PosteMobile , come target , con minori issue antitrust), porterebbe ad una semplificazione della struttura del mercato (da 5 a 4 operatori) e faciliterebbe la market repair a beneficio di tutti gli operatori. Il nostro target price di €0,38 non incorpora un potenziale upside di circa €0,27 da una pos sibile rivalutazione di TIM Consumer a un multiplo "fair" di 6x EV/EBITDAaL (o 7,6x per l'intera ServCo domestica, lo stesso multiplo offerto da Fastweb per Vodafone Italia), che potrebbe essere immediatamente cristallizzato attraverso indirettamente la ma rket repair/ consolidamento del mercato o una cessione diretta dell'asset.



Azioni menzionate

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