TIM - CEO di CDP conferma impegno in OF/TIM e per realizzazione Rete Unica

Duplice readacross positivo per TIM.

Autore: Redazione
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Fatto

L'Amministratore Delegato di CDP ha ribadito che la Rete Unica resta un obiettivo strategico per la società. In merito alla partecipazione in Open Fiber (60%) e alla quota detenuta in TIM (9,8% del capitale ordinario), ha escluso qualsiasi ipotesi di dismissione.

La creazione di una Rete Nazionale è confermata come una priorità strategica, sebbene con una tempistica non immediata.

Effetto

Duplice readacross positivo per TIM.

Da un lato, la presenza di CDP nell’azionariato di TIM rappresenta un elemento di garanzia e stabilità in vista di possibili riassetti azionari (come ipotizzato dalle recenti indiscrezioni di stampa su un interesse di CVC per la quota di Vivendi, potenzialmente finalizzato a un delisting o break-up del Gruppo) ma anche di tutela degli asset strategici del Gruppo (rete 5G, datacenter, Telsy). Dall’altro viene confermato il committment per la rete unica, per il quale TIM ha negoziato con KKR un earnout da Eu2.5bn (75% delle sienrgie industriali) da noi riflesso al 40% nella nostra SOP (Eu0.05/azione).

Questo earnout sarebbe attivato qualora si raggiungesse una combinazione o un accordo commerciale tra FiberCop e Open Fiber (OF) entro fine 2026, ovvero entro 30 mesi dal closing della cessione di FiberCop a KKR. 

Riteniamo che il governo italiano abbia un forte interesse a sostenere anche OF, sia per l’elevata esposizione diretta (tramite CDP, che controlla il 60% di OF, e il MEF, che detiene il 16% di FiberCop), sia per scongiurare il rischio di perdere i Eu1.8bn di fondi PNRR qualora il bando "Italia a 1 Giga" non fosse completato entro giugno 2026. Parallelamente, il governo potrebbe adottare una strategia del “bastone e della carota” nei confronti di KKR per favorire  la creazione di una rete unica entro la deadline di fine 2026. Da un lato, con la rete unica KKR potrebbe trarre vantaggio da un regime regolatorio incentivante in stile RAB per FiberCop, rendendo più conveniente la propria exit e garantendo un ulteriore earnout di EU400mn a TIM.

Dall’altro, il governo potrebbe imporre vincoli più stringenti, come anticipare la scadenza dello switch off dal rame alla fibra (attualmente fissata al 2030), costringendo FiberCop a maggiori investimenti a breve termine. 



Azioni menzionate

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