TIM - CDP chiede aiuto al governo auspicando maggiori risorse per Open Fiber

Continuiamo a ritenere che un’offerta congiunta di KKR e CDP, possibilmente con il supporto del governo, rappresenti lo scenario ideale per TIM

Autore: Team Websim Corporate

Fatto

Il Messaggero ha pubblicato la lettera inviata da CDP alle istituzioni riguardante le difficoltà riscontrate da Open Fiber (OF) nell’esecuzione dei lavori per i piani pubblici BUL e Italia a 1 Giga e per chiedere maggiori risorse finanziarie per l’aggiornamento del piano industriale (l’aumento di capitale da Eu375mn ancora in stand-by) e il rifinanziamento del debito (necessari altri Eu1-3bn oltre ai Eu7.1bn da rifinanziare) per l’aggiornamento del piano slittato a dopo l’estate (l’approvazione era attesa per domani), come sottolineato anche da La Repubblica di sabato.

Oltre al rallentamento dei cantieri a causa del COVID-19 e all’aumento dei costi dovuto all’inflazione, uno dei principali ostacoli lamentati da OF risulterebbe l’incompletezza e difformità dei dati ricevuti in fase di gara rispetto alle situazioni reali. OF chiede pertanto una revisione delle concessioni per il piano BUL per estendere il perimetro del contributo pubblico destinato alla copertura degli investimenti che OF sta praticando a proprie spese ovvero: la creazione della rete di backhauling, il collegamento tra i punti di terminazione e gli utenti finali e l’upgrade tecnologico della rete FWA. Nelle aree del Piano Italia a 1 Giga le liste delle unità immobiliari da coprire in alcuni casi contengono oltre il 40% di indirizzi inesistenti o non idonei alla copertura secondo i requisiti del bando, compromettendo così il raggiungimento delle milestone.

Anche TIM [TLIT.MI] e FiberCop non sembrano poter garantire le tempistiche previste nei lotti a loro assegnati. Il governo al momento ha rifiutato una rimodulazione degli obiettivi, anche se il Ministero delle Imprese ha concesso un tavolo di confronto, e Infratel non ha concesso un anticipo del 20% del contributo pubblico né il rimborso degli extracosti attingendo dai risparmi della gara, entrambe misure che sarebbero previste per legge, in aggiunta alla cessione dei crediti nei confronti delle banche finanziatrici, attualmente in fase di stallo.

Effetto

Se le difficoltà incontrate da Open Fiber dovessero persistere e le richieste formulate al governo dovessero restare inascoltate non escludiamo che potrebbe definitivamente tornare in auge il piano di break up della Società (aree nere a Macquarie, aree grigie e bianche a CDP) proposto da Macquarie. Ricordiamo che l’eventuale break up di Open Fiber potrebbe facilitare un coinvolgimento futuro di CDP nel dossier NetCo senza limitazioni antitrust e nello specifico consentirebbe a CDP di limitare l’impegno finanziario per acquisire una partecipazione qualificata in NetCo a fianco di KKR/F2i, conferendo gli asset restanti di Open Fiber. Sotto il profilo regolatorio, resta da verificare la legittimità di far confluire in un’unica società la gestione totale del piano “Italia a 1 Giga” (aree grigie), per il quale le regioni sono state di proposito spartite tra due operatori differenti che si sono poi aggiudicati le gare (Open Fiber e TIM).

Continuiamo a ritenere che un’offerta congiunta di KKR e CDP, possibilmente con il supporto del governo, rappresenti lo scenario ideale per TIM, perché farebbe venir meno i rischi di veti incrociati tra CDP (esercizio golden power del governo) e KKR (placet per cessione di FiberCop) e portare verosimilmente ad un miglioramento della valutazione di NetCo (in questo caso, upside da sinergie derivante dalla combinazione di NetCo con aree grigie e bianche di OF).

Giudizio Molto Interessante, target price 0,41 euro.



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