TIM - Canone di Concessione 1998: depositate le memorie difensive
La Procura Generale sembrerebbe concordare con la posizione di TIM. Ora si attende la decisione della Corte

Fatto
La memoria dell'Avvocatura, così come quella di TIM, è arrivata entro i termini decisi dalla Cassazione. L’Avvocatura dello Stato sostiene che TIM avrebbe dovuto attivare un regolamento di competenza e non proporre appello. Secondo l’Avvocatura, non si è formato alcun giudicato e non si applicano i termini dell’art. 38 c.p.c., poiché l’errore non è meramente formale. La Cassazione aveva sollevato d’ufficio la questione sulla correttezza del procedimento.
La Procura Generale sembrerebbe concordare con la posizione di TIM. Ora si attende la decisione della Corte.
Effetto
Come ricordato anche nel bilancio 2024 della Società, sulla presunta incompetenza del Tribunale di Roma – sollevata nella sentenza poi appellata da TIM e relativa a un’azione contro lo Stato per la responsabilità di magistrati– si sono già espresse le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 14842 del 7 giugno 2018. In quell’occasione, la Corte ha confermato la competenza del foro romano, avvalorando la scelta di TIM di avviare lì il procedimento.
Alla luce di questi elementi, e anche a seguito di un confronto diretto con la Società, riteniamo poco probabile che si debba ripartire dalla sentenza di 1° grado o che l’iter si prolunghi in modo significativo e indefinito.
Continuiamo quindi a riflettere nel nostro target price di €0.45/azione ordinaria l’incasso del canone 1998, attribuendo a questo scenario una probabilità del 75% entro i prossimi 12 mesi.
Azioni menzionate
Advertisement

