TIM - Canone 1998: il governo presenta ricorso in Cassazione come annunciato
La notizia era ampiamente attesa.

Fatto
Il Governo, secondo quanto appreso da Radiocor, ha fatto ricorso contro la restituzione a Tim del canone concessorio del 1998 da Eu500mn più interessi.
Il canone era stato preteso dallo Stato 25 anni fa ed era di poco superiore a Eu500mn.
Dopo un lungo iter giudiziario si è arrivati lo scorso aprile alla sentenza della Corte d'Appello che ha dato ragione a TIM.
Il Governo aveva già comunicato, al momento della sentenza, l'intenzione di fare ricorso in Cassazione contro la pronuncia. I termini per ricorrere sarebbero dovuti scadere a breve. Gli originari Eu500mn, calcolati gli interessi, valgono oggi circa Eu1bn.
Effetto
La notizia era ampiamente attesa.
Il ricorso rappresenta una precondizione per permettere al governo di avviare negoziazioni extragiudiziali con TIM, probabilmente nel corso del 1Q5, o di guadagnare tempo in attesa della pronuncia definitiva della Cassazione, nonostante il rischio di una segnalazione per danno erariale da parte dell'Avvocatura Generale dello Stato, a fronte degli interessi di mora accumulati e delle scarse possibilità di successo.
Vale la pena ricordare il precedente del 2014, quando un ricorso simile, presentato dal governo nei confronti di Vodafone per la restituzione del canone 1998, fu poi respinto in Cassazione nel 2020. Un accordo extragiudiziale consentirebbe a TIM di contabilizzare il credito maturato già nel 2025 (probabilità del 75% nella nostra SoP), con una sopravvenienza attiva di pari ammontare che potrebbe riportare in utile il bilancio della capogruppo a partire dal prossimo anno e obbligarla al versamento dei dividendi arretrati sulle azioni di risparmio nel 2026 (pari a 8,25 centesimi per azione, o Eu498mn complessivi).
Azioni menzionate
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