TIM - Avvio cantiere Rete Unica da febbraio grazie a sostegno del governo
Con la costituzione di un operatore unico regolamentato non escludiamo la futura adozione di un regime regolatorio incentivante stile RAB.

Fatto
Il Sole24Ore di sabato riporta che un pool di 30 banche ha approvato il finanziamento da Eu3bn per Open Fiber (OF), a cui si aggiunge la ricapitalizzazione di Eu1.05bn da parte di CDP (60%) e Macquarie (40%).
Il Parlamento ha stanziato sussidi per ulteriori Eu610mn destinati alle aree bianche (2027 -2029) oltre ai Eu50mn già erogati da alcune regioni.
Si attende ora il via libera alla revisione del piano per le aree grigie, con l'esclusione di oltre 400k civici dal perimetro del bando PNRR.
Secondo il giornale, il cantiere della Rete Unica dovrebbe partire ufficialmente a febbraio con il sostegno del Governo: nelle aree nere potrebbero emergere questioni antitrust che potrebbero richiedere la cessione di alcuni asset, mentre nelle aree bianche e grigie si prospettano sinergie sugli investimenti per diversi miliardi di euro.
Effetto
Il fabbisogno per OF di ulteriori risorse finanziarie, il take up commerciale ancora molto limitato (circa 20% a fronte di 3mn di linee attive su circa 15mn di case coperte), le difficoltà nel rollout delle aree bianche (a fine novembre circa 5.22mn di unità immobiliari “vendibili” su un obiettivo di 6.27mn) e grigie entro i tempi previsti e più in generale per l’execution del piano industriale potrebbero indurre CDP/Macquarie, ad accelerare le trattative con FiberCop per una combinazione commercia le e/o societaria.
In questo contesto, l’avvio di un cantiere per la rete unica già nel mese di febbraio dovrebbe offrire maggiore visibilità sull’earnout negoziato da TIM con KKR , garantendo quasi due anni di tempo per un accordo.
Un’intesa tra FiberCop e OF entro fine dicembre 2026 (a 30 mesi dalla cessione di FiberCop) permetterebbe a TIM di incassare un earnout fino a max. Eu2.5bn (75% delle sinergie industriali) da noi riflesso ad una probabilità del 40% nella nostra SOP (circa €0.05 per azione) che ci porta ad un TP di Eu0.38/azione ordinaria.
Una fusione limitata alle sole bianche e grigi e non dovrebbe comportare issue antitrust, soprattutto se Macquarie sarà disponibile a rilevare le aree nere di Open Fiber.
Con la costituzione di un operatore unico regolamentato non escludiamo la futura adozione di un regime regolatorio incentivante stile RAB.
Questo da un lato aumenta la possibilità di massimizzare l’earnout a favore di TIM, dall’altro potrebbe comportare un aumento delle tariffe wholesale, che verosimilmente gli operatori trasferirebbero ai clienti finali.
Dall’altro, i maggiori ritorni sul capitale investito potrebbe ro preludere ad un significativo re - rating del multiplo valutativo (ci aspettiamo in area 15 -20x EBITDA), rispetto al 9.9x riconosciuto da KKR per NetCo (o 11.6x includendo interamente gli earnout futuri).
Azioni menzionate
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