TIM - Attese 5 offerte vincolanti per metà novembre per BT Italia

A settembre, Reuters riportava che TIM aveva avanzato un'offerta non vincolante per gli asset di BT Italia

Autore: Redazione
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Fatto

Il Sole24Ore riporta un aggiornamento sull'asta in corso per le attività residue di BT Italia. Jefferies è il consulente incaricato di gestire l'operazione.

Entro metà novembre è attesa la presentazione di cinque offerte vincolanti concorrenti da parte di TIM, Ultranet (famiglia Sangiovanni), Retelit (Asterion), Nextalia e Mutares.

Non è escluso che l’asset possa essere ceduto ad un valore negativo. BT Italia gestisce ancora alcuni contratti a lungo termine con grandi imprese, tra cui ENI e Stellantis. Nel FY22/23, la divisione ha generato ricavi per Eu300mn (contro Eu342mn nel FY21/22) e una perdita di Eu6.44mn.

Effetto

A settembre, Reuters riportava che TIM aveva avanzato un'offerta non vincolante per gli asset di BT Italia, chiedendo una dote di Eu100mn per il rilancio della divisione, attualmente in fase di ristrutturazione.

Malgrado la dimensioni relativamente ridotta, un'eventuale operazione per assorbire le attività di BT in Italia sarebbe coerente con la strategia di TIM di rafforzare il business di TIM Enterprise su servizi di connettività, cloud e cybersecurity a grandi aziende e pubbliche amministrazioni.

A metà 2021, TIM ha acquisito i due rami di BT Italia relativi alla PA e al segmento SME per un importo non reso noto (le due divisioni generavano allora un fatturato di Eu90mn con una redditività trascurabile).

All'epoca, BT precisò che avrebbe mantenuto una presenza significativa in Italia, continuando a servire grandi aziende e multinazionali e garantendo l’accesso wholesale alla sua rete globale e ai suoi data center.

In alcuni incontri con investitori, TIM ha chiarito di non essere interessata ad acquisizioni costose nel settore Enterprise per consolidare grandi target come Lutech e Engineering o MaticMind, caratterizzati da una bassa redditività (circa 10-15%) e da un modello di business basato su rivendita di hardware/software e consulenza, altamente labour-intensive, e multipli valutativi particolarmente demanding (10x EBITDA rispetto al 4x di TIM Gruppo).

Il management di TIM ha evidenziato che TIM Enterprise (da noi valutata circa Eu6.5bn nella nostra valutazione SOP, ad un multiplo di 9.5x sull'EBITD’24E) non ha difficoltà a intercettare la domanda di mercato, ma deve focalizzarsi sui margini, privilegiando la crescita organica e optando per una strategia "MAKE" anziché "BUY", pur non escludendo piccoli investimenti equity in società partner attive nell'integrazione di sistemi.



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