TIM - Approvato il progetto di scissione proporzionale di Vivendi

Le azioni delle società scisse saranno distribuite proporzionalmente ai soci Vivendi e saranno scambiate in borsa a partire dal 16 dicembre.

Autore: Redazione
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Fatto

L'assemblea straordinaria di Vivendi (VIV) ha approvato con quasi il 98% dei voti il piano di scissione proporzionale in 3 società quotate Canal+ (quotata a Londra, valore stimato Eu6bn), Havas (quotata ad Amsterdam, valore Eu2.5bn) e Louis Hachette (quotata a Parigi, valore stimato Eu2.0bn) dalla holding principale del Gruppo (quotata a Parigi, NAV stimato di Eu4.5bn ai prezzi correnti ).

Quest’ultima manterrà partecipazioni diversificate, tra cui quella in TIM (23.75% del capitale ordinario, 17.04% del capitale comple ssivo) e MFE (19.8%), ma non è chiaro il destino di questi asset.

La famiglia Bolloré, attraverso questa operazione, aumenterà la sua quota al 31% nelle società scisse senza obbligo di OPA.

Le azioni delle società scisse saranno distribuite proporzionalmente ai soci VIV e saranno scambiate in borsa a partire dal 16 dicembre.

Effetto

La riorganizzazione punta a cancellare lo sconto "holding" e a valorizzare gli asset singolarmente, ma pone fine alle ambizioni di VIV di creare sinergie trasversali nei contenuti media, pubblicità e comunicazione.

Ai prezzi correnti, la partecipazione in TIM ord. ha un valore di Eu883mn , rappresentando circa l'11% del valore lordo degli attivi (GAV) della holding.

Si tratta della seconda maggiore partecipazione della società, superata solo dalla quota del 9.94% in UMG, che vale circa Eu4.27bn e costituisce quasi il 52% del GAV complessivo.

Seguono le partecipazioni in Banijay (Eu695mn, 8.4% del GAV), MFE (Eu399mn, 4.8% del GAV), GameLoft (non quotata, book value di Eu35 9mn, 4.3% del GAV), Telefonica (Eu255mn, 3.1% del GAV) e Prisa (Eu4 5mn, 0. 5% de GAV).

Ricordiamo che a settembre VIV ha siglato accordi bilaterali di finanziamento strutturato per un ammontare complessivo di Eu2bn , garantiti da derivati cash - settled su una porzione delle azioni UMG e da pegni sulle partecipazioni strategiche in UMG, Telefonica, TIM e Media-For-Europe potenzialmente soggette a "margin call" in caso di flessione dei prezzi.

Nonostante le garanzie, VIV ha fatto sapere che manterrà il pieno controllo e i diritti di voto su tali partecipazioni, assicurando che gli accordi non precluderanno eventuali dismissioni future.

Riteniamo improbabile che questi accordi standard di finanziamento possano generare rischi di "overhang" sulle partecipazioni date in garanzia, considerando il solido stand ing creditizio di VIV.

Il rischio maggiore per VIV è l’obbligo di integrare le garanzie in caso di una significativa riduzione del prezzo dei titoli.

Per questo motivo, è nell’interesse stesso di VIV che il titolo TIM non subisca significativi deprezzamenti.

Questa situazione dovrebbe scoraggiare i francesi dall’adottare strategie destabilizzanti o di contrasto con l’attuale management (ricordiamo il ricorso ordinario contro la cessione di NetCo, su cui il giudice a metà novembre si è riservato di decidere entro 60 giorni ), evitando tensioni nella governance che potrebbero deprimere ulteriormente il valore del titolo.

In questo scenario, un eventuale disimpegno completo di Vivendi dalle future decisioni assembleari di TIM consentirebbe all'Azienda una maggiore autonomia nell'attuare operazioni di ottimizzazione della struttura del capitale, come la conversione o il buyback parziale delle azioni di risparmio, senza il rischio di veti da parte del socio francese come accaduto in passato.



Azioni menzionate

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