Tim - Altice rifiuta l'offerta per SFR

Mossa negoziale o rischio per entrambe le parti?

Autore: Redazione
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Fatto

Altice France ha comunicato ai dipendenti di aver “immediatamente rifiutato” l’offerta non vincolante (NBO) da Eu17bn per l’acquisizione di SFR, presentata dal consorzio di operatori francesi composto da Bouygues Telecom, Iliad e Orange.

I tre operatori, nel prendere atto della decisione di Altice, hanno fatto sapere che manterranno valida l’offerta e intendono avviare un dialogo costruttivo con Altice e i suoi azionisti.

Effetto

Il rifiuto immediato dell’offerta non vincolante da Eu17bn per SFR da parte di Altice France potrebbe nascondere più una mossa negoziale che una decisione definitiva, se si considera che lo scorso maggio Drahi puntava a una valutazione di circa Eu30bn per Altice, a fronte dei Eu21bn impliciti nella proposta del consorzio (Eu17bn per i soli asset oggetto di break-up).

Secondo indiscrezioni successive, Drahi aveva già abbassato le sue richieste a Eu23bn, ma i deboli fondamentali operativi di SFR e l’elevata leva finanziaria riducono i margini di negoziazione. Le ultime indicazioni di mercato valutano infatti l’equity di SFR (in mano ai creditori) Eu4.4bn, che, sommati a un debito netto pro-forma 2026E di quasi Eu14bn, portano a un EV sensibilmente più basso, a poco più di Eu18bn.

Nel caso in cui le trattative dovessero arenarsi, alcuni investitori potrebbero preferire che Orange e Bouygues (operatori quotati) scelgano di temporeggiare, confidando in un’ulteriore erosione di valore di SFR; una simile strategia, tuttavia, comporta il rischio che un nuovo default di SFR trasferisca la piena proprietà ai bondholder, favorendo una ricapitalizzazione che cancellerebbe il razionale del consolidamento e il relativo premio legato alla “market repair”. Inoltre, il mancato break-up di SFR potrebbe esporre gli operatori francesi al rischio che l’asset venga ceduto a fondi di private equity e successivamente rivenduto a nuovi entranti con strategie commerciali aggressive e dirompenti, come già accaduto in Portogallo e Spagna, dove DiGi propone piani FTTH a Eu10/mese.



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