TIM - Alcuni sindacati contrari alla proposta di solidarietà difensiva
I sindacati ribadiscono la disponibilità al confronto per cercare soluzioni

Fatto
Fistel Cisl ritiene non accettabile la percentuale di riduzione oraria prospettata da TIM nell'ambito di una proposta di solidarietà difensiva presentata ieri ai sindacati con l'obiettivo di trovare un accordo sul contenimento del costo del lavoro.
Secondo quanto emerge da un documento visionato da Reuters, TIM ha proposto ai sindacati una riduzione oraria dal 10% al 20%, diversificata tra varie tipologie di lavoratori, fino al 30 giugno 2025, da applicare alla pressoché totalità dei lavoratori in Italia, alle prese con un processo di riassetto legata alla vendita di NetCo a KKR.
I sindacati ribadiscono la disponibilità al confronto per cercare soluzioni con un contratto di solidarietà meno oneroso, per la continuità del lavoro agile, del premio di risultati e del welfare.
Effetto
A fine dicembre TIM ha ridotto la forza lavoro in Italia a 37.9k unità a fronte di 1.3k uscite nel 4Q, quasi la metà di quelle viste nell’anno ( -3.1k) e ha visto una riduzione del costo del personale del 6% sull’anno e del 14% nel 4Q, grazie a prepensionamenti e ai risparmi dalla solidarietà. Il costo del lavoro rappresenta circa il 23% della base costi domestica e incide per circa il 15% sul fatturato domestico. Dal CMD di settimana prossima ci aspettiamo maggiori aggiornamenti sul riassetto del personale di TIM e sulle iniziative di contenimento del costo del lavoro.
Secondo il piano di delayering presentato a luglio 2022, circa 20k dipendenti domestici confluiranno in NetCo, mentre c. 17k saranno allocati alla ServiceCo, di cui 11k a TIM Consumer e 5k a TIM Enterprise. Degli 11k su TIM Consumer circa 4k sono legati al Call Center, al netto di quest’ultimi, il dato di 7k è confrontabile con quello di Vodafone Italia che ha call center esterno e circa 6.5k dipendenti in Italia, impiegati prevalentemente su segmento consumer (Vodafone genera oggi molto meno fatturato su servizi Enterprise rispetto a TIM).
Tra le varie iniziative, TIM potrebbe decidere di esternalizzare il call center, ma andrà verificato sul P&L il mix tra maggiori costi variabili (acquisto di servizi da società esterne) e il risparmio di costi fissi (riduzione personale).
Azioni menzionate
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