Tim +3,5% Sui top dal 2020 dopo l'accordo con Fastweb sul 5G

Da inizio anno Tim guadagna il 4%, ampliando la spettacolare performance del 2025: +108%

Autore: Redazione
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Fatto

Tim accelera in rialzo e si porta sui massimi degli ultimi sei anni grazie alle news di stamattina.

Il gruppo Tlc ha definito un accordo preliminare di RAN sharing con Fastweb /Vodafone per accelerare lo sviluppo del 5G in Italia, evitando duplicazioni infrastrutturali e migliorando l’efficienza nell’uso delle reti.

L’intesa, soggetta alle autorizzazioni regolatorie e con contratto definitivo atteso entro 2Q26, punta ad estendere la copertura 5G nelle aree a bassa densità, mantenendo piena autonomia commerciale e tecnologica degli operatori.

Secondo Reuters, l’accordo prevede la condivisione di alcune componenti attive di rete (antenne, base station, radio unit, backhaul) e possibile spectrum sharing, ma in quest’ultimo caso senza condivisione di asset o contratti con i fornitori.

Il progetto di RAN sharing riguarderebbe aree con meno di 35.000 abitanti e una rete condivisa di 15.500 siti entro fine 2028.

L’intesa riprende l’accordo del 2019 tra TIM e Vodafone Italia, che si fermò alla condivisione passiva delle torri in INWIT, mentre la condivisione attiva non fu mai implementata.

Effetto

Nella nostra Sum of the Parts non incorporavamo alcuno scenario di RAN sharing, ma solo il rinnovo agevolato delle frequenze in cambio di impegni vincolanti sugli investimenti futuri nella rete (probabilità 66%, contributo di circa €0.06/azione al TP di €0.68/azione).

Le indicazioni di Reuters, se confermate, rappresentano un upside significativo (c. 25 –30% dell’EFCF annuo di TIM): assumendo conservativamente risparmi annui di €250mn a livello di cash costs (parte bassa del range) e scontando ad un WACC del 6.5% (attua lmente in uso per TIM Consumer) su un arco di 10 anni, stimiamo un NPV di circa €1.8bn, pari a ~€0.08/azione (fully diluted), incrementale rispetto al nostro TP.

La costituzione di una joint venture tra due operatori consentirebbe agli MNO di deconsolidare i capex e migliorare i ritorni sul capitale investito, senza presentare criticità antitrust rilevanti rispetto a scenari di consolidamento diretto tra operatori.

Resta tuttavia da chiarire se la JV sarà soggetta a commitment regolatori che prevedano mecca nismi di accesso non discriminatorio per altri operatori potenzialmente interessati e/o obblighi di accesso wholesale alla rete condivisa.

Nella call sui risultati 1H25, il management di TIM aveva già evidenziato che mantenere tre reti 5G in Italia è inefficiente e che le antenne non rappresentano più un reale vantaggio competitivo, aggiungendo che erano in corso valutazioni con altri competitor su possibili soluzioni di RAN sharing per ottimizzare i costi di rete, anche in vista degli investimenti sul 5G standalone.



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