Telecomunicazioni - FiberCop: Ruffini indicato come nuovo IR
Nel medio-lungo termine FiberCop punterebbe a una IPO a Milano, ma il progetto sarebbe ancora in fase preliminare

Fatto
Secondo Il Sole 24 Ore, Fabio Ruffini, attuale attuale Head of Strategy, M&A e Investor Relations di Inwit, sarebbe in uscita dalla società per entrare in FiberCop.
Nel medio-lungo termine FiberCop punterebbe a una IPO a Milano, ma il progetto sarebbe ancora in fase preliminare; il quotidiano richiama il modello della cosiddetta “Terna della fibra”, ossia un’infrastruttura regolata alla RAB.
Luigi Minerva, ex analista di HSBC, sarebbe indicato come possibile sostituto in Inwit.
Effetto
Sia Ruffini, indicato per FiberCop, sia Minerva, potenziale ingresso in Inwit, vantano profili di alto livello, con un solido e riconosciuto background nel settore tecnologia, media e telecomunicazioni.
FiberCop presenta oggi una struttura finanziaria caratterizzata da circa 8 miliardi di euro di debito obbligazionario, che rende centrale la gestione delle relazioni con il mercato dei capitali.
Le difficoltà operative e finanziarie comuni a FiberCop e Open Fiber, unitamente ai bassi tassi di adozione commerciale delle coperture in FTTH (circa il 20% per entrambi gli operatori), dovrebbero spingere gli azionisti ad accelerare le trattative sulla rete unica. A nostro avviso, quest’ultima rappresenta anche una precondizione per una futura quotazione di FiberCop, verosimilmente non prima del 2027.
L’Ipo potrebbe inoltre rappresentare una potenziale uscita per i fondi attualmente investiti in FiberCop (KKR con il 37,8%, ADIA con il 17,5% e CPP con il 17,5%), consentendo al contempo alla società di evolvere verso un modello di utility quotata, con lo Stato come azionista di riferimento (attualmente il Ministero dell’Economia e delle Finanze con il 16% e F2i con l’11,2%).
L’adozione di un framework regolatorio RAB-based potrebbe inoltre supportare un re-rating valutativo in area 15-20x EBITDAaL, rispetto all’entry multiple di 9x EBITDAaL (valore d'impresa di Eu18,8 miliardi) riconosciuto al closing dell’operazione a luglio 2024.
Azioni menzionate
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