TELECOMS SECTOR - FiberCop lavora a un taglio soft del personale
La società proprietaria della rete nazionale della telefonia valuta un nuovo piano di uscite volontarie del personale (800 –1,000 addetti entro giugno 2026), scriveva ieri Radiocor

Fatto
FiberCop valuta un nuovo piano di uscite volontarie (800 –1,000 addetti entro giugno 2026), scrive Radiocor. La manovra è nel quadro del piano industriale 2025 –2026 che prevede Eu3bn di investimenti, 27 mln km di fibra posata ed EBITDA al 2026 atteso a Eu2bn (da Eu1.75bn del 2025 ).
Il piano include lo switch -off di 1.800 centrali nel 2026 (oltre 10 ,400 entro il 2029) e la valorizzazione della rete in rame.
Luigi Ferraris, ex CEO di FiberCop e con una lunga esperienza in grandi gruppi infrastrutturali (Enel, Poste, Terna, FS), è entrato nel CDA di Fastweb+Vodafone come vicepresidente esecutivo.
Effetto
Nelle nostre stime correnti su FiberCop assumiamo, a fronte di un fatturato in area Eu3.9bn (+2% YoY), un EBITDAaL 2026 di Eu1.86bn (margin 48%), capex in area Eu2.7bn. Tutto ciò dovrebbe tradursi in un peggioramento della PFN sopra Eu11.5bn (leva 6.2x).
Il contesto di mercato ancora molto sfidante per FiberCop conferma la validità della scelta strategica di TIM di dismettere un asset capital -intensive per liberare risorse, ridurre i rischi e rafforzare la sostenibilità finanziaria.
In particolare, le difficoltà operative e finanziarie comuni a FiberCop e Open Fiber, unitamente ai bassi tassi di adozione commerciale sulle coperture FTTH (c.20% per entrambi gli operatori), dovrebbero indurre gli azionisti di entrambe le società ad accelerare le trattative per la rete unica , che a nostro avviso rappresenta anche una precondizione per una futura quotazione di FiberCop, verosimilmente non prima del 2027.
Azioni menzionate
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