SETTORE TLC - Elon Musk sonda il governo italiano per Starlink
Non vediamo impatti negativi diretti per TIM, dato che sta ormai vendendo la sua infrastruttura di rete
Fatto
il Sole24Ore (link) riferisce che Elon Musk sta sondando il governo e gli operatori tlc per implementare le attività in Italia di Starlink. Da alcune settimane i rappresentanti italiani dell’unità di business satellitare di SpaceX, la società di Musk che è a capo anche di X e Tesla, hanno intensificato i contatti con la presidenza del Consiglio, il Dipartimento per la trasformazione digitale e il ministero delle Imprese e del made in Italy allo scopo di verificare la possibilità di partecipare con i servizi di connessione internet via satellite ai grandi progetti per la diffusione della banda ultralarga.
Sarebbero in corso anche contatti con Open Fiber, concessionaria dello Stato per la copertura in ultrabroadband delle aree bianche (a fallimento di mercato), e aggiudicataria insieme a Tim della gara del PNRR “Italia a 1 Giga” per coprire anche le aree grigie dove c’è più di un operatore attivo. In vista ci sarebbe anche un incontro dei manager di Starlink con la stessa TIM. Per la copertura delle aree bianche vincoli prestazionali più bassi potrebbero consentire l’utilizzo anche di internet via satellite in alcune limitate aree più remote, ma resta anche da fare un approfondimento giuridico relativo alla natura della concessione di Open Fiber, considerato che in questo caso l’infrastruttura resta di proprietà pubblica e andrebbe integrata con un sistema satellitare privato oltre che basato su tecnologia extra UE.
Effetto
Non vediamo impatti negativi diretti per TIM, dato che sta ormai vendendo la sua infrastruttura di rete.
L'attenzione è semmai sul potenziale ruolo futuro di Starlink nel settore delle telecomunicazioni italiano: se opererà come un nuovo operatore come sta accadendo attualmente in molti Paesi, o piuttosto solo come partner tecnologico in grado di offrire nuova tecnologia a Open Fiber/NetCo per la copertura delle aree bianche e grigie, a vantaggio di tutti i reseller italiani (tra cui anche la futura TIM).
Non escludiamo invece possibili impatti per gli operatori FWA come Eolo e Linkem, considerando sia la potenziale minaccia da una nuova tecnologia dirompente che il significativo overlap geografico (FWA concentrati soprattutto su aree grigio/bianche), e per i tower operator (Inwit, Cellnex e Rai Way) che oggi ospitano gli apparati dei FWA. Allo stesso tempo segnaliamo come la tecnologia FWA è oggi in grado di garantire un buon livello di capacità della rete e una bassa latenza, con adeguati ritorni sul capitale investito in aree rurali e/o a fallimento di mercato; inoltre, negli USA, malgrado la forte concorrenza di Starlink sul satellitare, i principali operatori (Verizon e AT&T) stanno intensificando gli investimenti e le coperture FWA negli Stati meno popolosi.
Non vediamo implicazioni invece per i piccoli operatori di telecomunicazioni come Unidata (focus su area metropolitana di Roma, forse qualche impatto marginale per la JV Unifiber nelle aree grigie del Lazio) e Intred (presente in grandi provincie e aree moderatamente popolose della Lombardia). Infine, ricordiamo che in Europa, oltre a Starlink, si sta affermando anche OneWeb (gruppo Eutelsat, link), nuovo player satellitare con la più avanzata costellazione di satelliti Low Earth Orbit (LEO) di ultima generazione ed anche la più grande mai progettata nella storia e finora questo non ha avuto impatti dirompenti per il mercato degli operatori di telecomunicazioni tradizionali.
Azioni menzionate
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