Da revisione PNRR più tempo per il rollout della fibra nelle aree grigie
Le nuove misure del PNRR potrebbero sostenere indirettamente il rollout nelle aree grigie da parte di FiberCop e Open Fiber

Fatto
Secondo Il Messaggero, la revisione del PNRR da €14bn introduce dieci nuovi traguardi e rialloca risorse: €700mn al Fondo connettività, €888mn alla ZES unica del Mezzogiorno (la zona economica speciale che offre incentivi fiscali e semplificazioni per attrarre investimenti nel Sud), quasi €800mn al fondo agrisolare, €1bn alle infrastrutture idriche e €3.5bn a Transizione 4.0. Sono stati connessi 2.3mn di civici (68.5%), mentre 831k sono in lavorazione, con attivazioni dall’80% nelle Marche al 50% nel Lazio.
L’ottava rata da €14bn è attesa a metà dicembre e le ultime due rate, pari a €31bn, entro il 2026. Il valore totale del Piano sale da €191.4bn a €194.4bn, con 66 riforme, 150 investimenti e 7 missioni.
Effetto
Le rimodulazioni del PNRR e i nuovi finanziamenti dovrebbero consentire di ridurre le difficoltà nella posa della fibra nelle aree grigie (civici mal mappati, distanze maggiori, costi crescenti, manodopera) e non è esclusa una nuova gara per completare i civici rimasti scoperti, con la possibilità di ricorrere anche ad altre tecnologie (immaginiamo il Fixed Wireless Access).
Le nuove misure del PNRR potrebbero sostenere indirettamente il rollout nelle aree grigie da parte di FiberCop e Open Fiber.
Allo stesso tempo, resta da capire se l’avanzamento di progetti paralleli e autonomi possa rallentare il percorso verso una rete unica. Nella nostra SOP su TIM incorporiamo a una probabilità molto bassa (25%, pari a €0.03/azione all’interno del nostro TP di €0.65) l’incasso dell’earnout da €2.5bn legato ad un’eventuale intesa, anche di natura commerciale, tra FiberCop e OF entro fine 2026.
Azioni menzionate
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