Tim - L’Italia è in ritardo nell’adozione del 5G stand alone

Per favorire la transizione al 5G stand-alone potrebbe risultare decisiva l’approvazione del rinnovo agevolato dello spettro in scadenza nel 2029

Autore: Redazione
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Fatto

La Repubblica sottolinea come l’Italia è in ritardo nell’adozione del 5G stand alone (SA), architettura full-5G basata su core nativo 5G, indispensabile per abilitare network slicing, latenza ultra-bassa e qualità del servizio garantita per applicazioni mission-critical su rete pubblica. A livello globale oltre 90 operatori hanno già lanciato reti 5G SA, mentre l’Italia non compare tra i Paesi avanzati nel report Ookla 2025, a differenza di USA, Spagna e Germania.

Gli operatori stanno avviando il recupero: Wind Tre ha attivato il 5G SA con primi casi d’uso (eventi, mobilità, porti), Iliad prevede il lancio nel 2026, Fastweb+Vodafone partiranno con reti SA private dal 2026. Il ritardo è principalmente legato a vincoli economici strutturali: tra il 2019 e il 2024 gli investimenti sono calati del 26% a fronte di una diminuzione dei prezzi del 30% (su livelli record a livello europeo), rallentando la migrazione da architetture NSA (non standalone) a SA.

Effetto

Per favorire la transizione al 5G stand-alone, potrebbe risultare decisiva l’approvazione del rinnovo agevolato dello spettro in scadenza nel 2029 (circa il 70% delle licenze attualmente in capo agli operatori), evitando il ricorso a un’asta competitiva e subordinando la proroga a impegni vincolanti sugli investimenti di rete.

Questo scenario è già incorporato nella nostra SOP su TIM per circa €0.06/azione, a fronte di un TP di €0.65. Per supportare gli investimenti in coperture e densificazione, gli operatori potrebbero a ricorrere ad accordi di RAN sharing di condivisione degli apparati attivi.

Un’eventuale JV TIM/Fastweb/Wind3 (benefici non ancora inclusi nella nostra SOP su TIM) potrebbe garantire risparmi significativi sui CapEx, contribuire a deconsolidare la leva e migliorare i ritorni sugli investimenti, con rischi antitrust inferiori rispetto a ipotesi di consolidamento diretto soprattutto se saranno previste garanzie di accesso wholesale a condizioni fair e non discriminatorie.



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